Il servizio di trasporto sociale gestito dal “Centro anziani e pensionati” di Ghisalba dall’inizio dell’anno è stato sospeso, non ci sono più volontari disposti a sostenerlo. È emerso giovedì 29 gennaio in Consiglio comunale.
Servizio di trasporto sociale sospeso
La notizia è stata data ufficialmente durante la presentazione della prima Variazione al Bilancio di Previsione 2026-2028 da parte dell’assessore al Bilancio Sara Bosis. Finora infatti il servizio era promosso e finanziato dall’Amministrazione comunale, che riconosceva all’associazione un contributo annuo e metteva a disposizione due veicoli attrezzati anche per le carrozzine, custoditi in sede. I cittadini con disabilità, malati e anziani che non avevano la possibilità di raggiungere autonomamente gli ospedali o gli ambulatori per sottoporsi a esami o visite si rivolgevano al Municipio, pagavano una tariffa in base al chilometraggio da effettuare, quindi veniva predisposta una tabella con gli appuntamenti che copriva i giorni dal lunedì al venerdì gestita dall’associazione, con i volontari che accompagnavano gli utenti gratuitamente dove necessario, consegnando poi lo scontrino del carburante all’Amministrazione comunale.
“Registriamo una riduzione di 4000 euro dei proventi per il trasporto sociale in quanto il servizio è sospeso – ha affermato Bosis – e una riduzione di duemila euro per il carburante e le spese di manutenzione pari a 1.250 euro per la manutenzione dei mezzi adibiti”.
L’appello dell’Amministrazione
Una situazione, quella della mancanza di volontari, che si trascinava da tempo e che ora è arrivata a un punto morto, così il paese è rimasto senza un prezioso servizio e l’Amministrazione comunale non può che correre ai ripari. In questi giorni infatti ha diffuso un comunicato per fare appello, ancora una volta, alla generosità dei ghisalbesi.
“Il servizio di trasporto sociale del Comune di Ghisalba è un pilastro fondamentale per i nostri cittadini più fragili – si legge – Accompagnare una persona anziana a una visita medica, un ragazzo a un centro riabilitativo o un vicino in difficoltà a sbrigare commissioni essenziali non è ‘solo un viaggio’. È un gesto di vicinanza, una chiacchierata che rompe la solitudine e un modo concreto per far del meglio per il nostro paese”.
Poi si chiariscono le modalità di impiego.
“Non serve un impegno a tempo pieno – si precisa – Anche poche ore a settimana, scelte in base alla tua disponibilità, possono fare la differenza” quindi l’appello si conclude sottolineando come “non c’è ricompensa più grande del ‘grazie’ sincero di chi, senza di te, avrebbe difficoltà a muoversi”.
Per dare una mano basta avere la patente e un po’ di tempo libero, chi volesse saperne di più può passare in Municipio o contattare l’Ufficio servizi sociali per una chiacchierata senza impegno. Un appello, tuttavia, già lanciato mesi fa, che però non ha sortito effetto: alcuni volontari sono mancati, altri sono stanchi, molti pensionati fanno i nonni a tempo pieno, altri preferiscono prestare servizio in cooperative che riconoscono benefit, altri ancora godersi il meritato riposo.
“Gli ultimi due volontari hanno lasciato a fine dicembre – ha confermato la responsabile del ‘Centro anziani e pensionati’ Maria Grazia Invernici – purtroppo manca il ricambio generazionale”.
In paese serpeggia il malumore, si teme infatti che il servizio possa essere affidato a una cooperativa e che quindi il costo possa aumentare.