Fondi (LT)

Caso Mendico, la manifestazione degli studenti. I genitori: “Condividiamo l’iniziativa dei nostri ragazzi”. VIDEO

"La scelta dei nostri figli nasce da un senso di responsabilità, di partecipazione e di fiducia nella comunità scolastica in cui crescono ogni giorno"

Caso Mendico, la manifestazione degli studenti. I genitori: “Condividiamo l’iniziativa dei nostri ragazzi”. VIDEO

Hanno manifestato questa mattina gli studenti dell’istituto Pacinotti. Un lungo corteo per esprireme solidarieta dopo i tre giorni di sospensione della dirigente scolastica e di due insegnanti. Al termine sono intervenuti anche i genitori dei ragazzi

Il comunicato dei genitori degli alunni del Pacinotti di Fondi

Noi genitori degli alunni dell’Istituto Pacinotti sentiamo il dovere di esprimere pubblicamente il nostro sostegno alle ragazze e ai ragazzi che hanno deciso di manifestare la solidarietà alla dirigenza scolastica, oggetto in questi giorni di una campagna mediatica che riteniamo ingiusta, distorta e profondamente lesiva delle professionalità che operano in questo contesto scolastico.

La scelta dei nostri figli nasce da un senso di responsabilità, di partecipazione e di fiducia nella comunità scolastica in cui crescono ogni giorno. È una presa di posizione consapevole, non strumentale, che merita rispetto e ascolto, non delegittimazione. Come genitori, riconosciamo in questo gesto un importante esercizio di cittadinanza attiva e di spirito critico.

Allo stesso tempo, desideriamo esprimere il nostro più profondo dolore per la tragica scomparsa di Paolo Mendico. È una perdita che ci addolora come genitori e come comunità educativa. In questo momento di grande sofferenza, riteniamo fondamentale attendere con rispetto e senso di responsabilità la conclusione delle indagini in corso, evitando giudizi affrettati e ricostruzioni mediatiche che non rendono giustizia alla complessità dei fatti né al dolore delle persone coinvolte. Chiediamo che la scuola venga tutelata come luogo di educazione, di crescita e di umanità, e che il dibattito pubblico ritrovi equilibrio, rispetto e verità.

 

Il comunicato dei genitori degli alunni del Pacinotti di SS Cosma e Damiano

Attraverso le nostre parole vogliamo che vi giunga il pensiero di una parte dei genitori dei ragazzi dell’ITI Pacinotti di SS. Cosma e Damiano. Quando i nostri figli hanno scelto questa scuola noi abbiamo avallato le loro scelta in quanto è un piccolo istituto dove loro non sono un numero su un registro ma persone, i loro professori conoscono i singoli nomi, i loro caratteri, le loro peculiarità. Si conoscono tra di loro e in questa piccola comunità le porte per noi genitori sono state sempre aperte, riuscivamo a parlare con le responsabili appena chiamavamo, ad ogni piccolo dubbio si dava seguito ad un incontro, non abbiamo mai avuto bisogno di conoscere la Preside, qualsiasi dubbio era dissipato dall’impegno dei docenti e delle responsabili.

Oggi ragazzi, la nostra comunità continua ad essere scossa, ci è sembrato giusto stare in silenzio, il silenzio era un atto dovuto per la tragedia, ma è stato strumentalizzato e considerato come un atto di paura da parte di chi, ingiustamente, vi ha dipinti come una comunità di bulli dediti alle cattiverie. Oggi, noi adulti di riferimento non possiamo più accettare ciò, perché, i maggiori esperti, da anni, ci gridano di osservare la vostra fragilità e proprio per dar voce a essa si era provveduto all’attivazione nelle classi di uno sportello psicologico, accolto di buon grado da noi genitori. Oggi nessuno sembra occuparsene più di quella fragilità che è diventata una caratteristica adolescenziale; le vostre radici emotive affondano in terreni che in questo momento ve li fanno sembrare sterili. Noi genitori vi chiediamo scusa per non avervi difeso prima, per non aver ricusato le accuse e le cattiverie vomitatevi addosso e per non esserci opposti all’ingiustizia di chi ha violato fisicamente la scuola per chiamarvi assassini, per aver permesso di farlo sui social.

Abbiamo l’obbligo morale ed educativo di mettere da parte la paura e lo sconforto, dobbiamo assolvere al nostro difficile compito di educatori non solo guardandovi ma vedendovi, questa tragedia ci ha insegnato questo, e noi oggi ragazzi, vi vediamo, vediamo la vostra fragilità e impotenza davanti a tutto ciò e per questo siamo qui al vostro fianco affinché possiate contare su noi e sulla vostra scuola quale comunità educante. Ricordatevi ragazzi, la nave non affonda per l’acqua che le sta intorno ma per quella che ha dentro.