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Dalla tonaca al bisogno di “onestà” con se stessi: le scelte di due don che hanno lasciato il sacerdozio

Il brianzolo "Don Rava" e il trevigiano Don Giovanni Gatto: due sacerdoti che hanno scelto di cambiare vita, tra fede, dubbi interiori e amore

Dalla tonaca al bisogno di “onestà” con se stessi: le scelte di due don che hanno lasciato il sacerdozio

Don Alberto Ravagnani, per molti – se non tutti – “Don Rava” – lascia il sacerdozio.

Don Ravagnati lascia la tonaca: "Ci ho pensato molto, so cosa sto facendo"
Don Ravagnati

Il 1° febbraio 2023, una notizia che ha sorpreso molti ha fatto il giro dei social e dei media: Don Alberto Ravagnani, il prete influencer, ha deciso di rinunciare al sacerdozio. A comunicarlo ufficialmente è stato il vicario generale dell’arcidiocesi di Milano, Mons. Franco Agnesi, con una nota che ha segnato la fine di un capitolo importante nella vita di uno dei volti più noti della Chiesa sui social.

“Carissimi – si legge in un comunicato -, è doveroso condividere con voi che don Alberto Ravagnani ha comunicato all’arcivescovo la decisione di sospendere il ministero presbiterale. Con oggi non svolge più il compito di vicario parrocchiale e di collaboratore della Pastorale giovanile diocesana. La sofferenza che una simile decisione provoca in tante persone può diventare anzitutto occasione di preghiera e di affidamento al Signore”.

A stretto giro arriva anche una spiegazione dal diretto interessato, circa le ragioni di questa scelta.

“Don Rava” lascia il sacerdozio

Ravagnani, conosciuto per i suoi video su Instagram e YouTube, dove parlava di fede, preghiera e spiritualità in modo semplice e accessibile, ha deciso di abbandonare il ministero sacerdotale.

Don Ravagnati lascia la tonaca: "Ci ho pensato molto, so cosa sto facendo"
Don Ravagnati

Classe 1993, brianzolo di nascita, originario di Brugherio, Don Alberto aveva fatto parlare di sé fin dall’inizio della sua carriera sacerdotale. Conosciuto soprattutto per il suo approccio innovativo, aveva conquistato il cuore dei giovani, soprattutto durante la pandemia, quando ha saputo adattarsi ai tempi moderni. Il suo account Instagram, che oggi conta oltre 290.000 follower, era una finestra virtuale sulla sua vita da prete, ma anche un punto di riferimento per molti ragazzi che si trovavano distanti dalla Chiesa tradizionale.

“Ciao, mi chiamo Don Alberto Ravagnani e sono prete, sì quello dei video, di Fedez, degli integratori…” iniziava spesso i suoi video, in modo informale, spiazzante e diretto. Il 32enne si presentava come un prete “un po’ diverso”, un sacerdote che aveva scelto di non indossare il colletto, di non vestire l’abito talare, ma di mettersi dalla parte dei ragazzi, di essere un punto di riferimento per quelli che si sentivano lontani dalla Chiesa.

“Ho scelto di mettermi dalla parte dei ragazzi difficili, di diventare youtuber, di aprire il mio oratorio ai ragazzi di tutta Italia”, aveva raccontato nel suo profilo.

Ma la sua visione della fede non si limitava ai social: aveva anche creato spazi di preghiera e di riflessione, come l’adorazione eucaristica del giovedì sera nella Parrocchia di San Gottardo al Corso, che continuava ad essere un importante punto di incontro per molti giovani.

La decisione di lasciare il sacerdozio

Nonostante la popolarità raggiunta, la decisione di Ravagnani ha sorpreso tutti. In un video su Instagram, l’ex sacerdote ha spiegato con chiarezza che si trattava di una scelta ponderata, a lungo meditata.

“Sono molto consapevole di quello che sto facendo. Ci ho pensato tanto, mi sono confrontato tanto”, ha detto. Non ha fornito dettagli sui motivi specifici di questa decisione, ma ha accennato alla difficoltà di conciliare la propria vita personale con il ruolo di prete. Ha, però, rassicurato tutti sulla sua serenità: “Non indosserò più il colletto, non celebrerò più la messa, ma il mio cuore rimarrà lo stesso, anzi, forse più libero e più vero”.

Nel video, Ravagnani ha anche parlato del suo prossimo libro, La Scelta, in cui esplorerà il suo percorso vocazionale e le ragioni che lo hanno portato a questa difficile decisione. Il libro, scritto nei mesi precedenti, rappresenta un tentativo di rendere pubbliche le sue riflessioni più intime, quelle che lo hanno accompagnato nel suo percorso spirituale.

 

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Non sono mancati gli scivoloni. Lo scorso settembre, Ravagnani era stato al centro di una polemica per aver sponsorizzato un’azienda di integratori, promuovendo con lo slogan “Santo sì, ma anche sano”. Nonostante avesse assicurato che i proventi della sponsorizzazione sarebbero stati destinati a opere di evangelizzazione, la sua scelta aveva sollevato discussioni.

Lasciare la tonaca: il caso veneto di Don Gatto

La vicenda di Don Ravagnani non è l’unica in tempi recenti ad aver visto un sacerdote prendere la decisione di abbandonare il sacerdozio.

Un caso simile è quello di Don Giovanni Gatto, sacerdote veneto, che ha scelto di rinunciare al sacerdozio dopo aver intrapreso due relazioni affettive con due donne. Don Gatto, come Ravagnani, ha spiegato che la sua scelta è stata frutto di una lunga riflessione interiore. A differenza del collega brianzolo, però, il sacerdote trevigiano ha espressamente parlato di situazioni sentimentali. Motivo che l’ha spinto ad inviare una lettera a Papa Leone XIV chiedendo la dispensa per tornare alla vita laica.

Don Ravagnini lascia la tonaca: "Ci ho pensato tanto, so cosa sto facendo"
Don Gatto

A differenza di Ravagnani, il sacerdote ha raccontato nel dettaglio le ragioni che lo hanno spinto a prendere questa decisione: la difficoltà di vivere il celibato e l’amore per una donna che gli ha fatto riscoprire il desiderio di una vita familiare.

“Mi sono innamorato di una donna e ho fatto una scelta di onestà verso me stesso. Non potevo più vivere diviso in due”, ha detto.

Ravagnani ha scelto di rinunciare al sacerdozio per motivi che, pur non essendo stati rivelati con precisione, sembrano essere legati a una necessità di vivere in modo più autentico, lontano dai vincoli imposti dalla vita sacerdotale. O forse ha in serbo nuovi colpi di scena?

Entrambi, però, hanno parlato di una ricerca di libertà, di un bisogno di essere se stessi e di vivere in armonia con la propria identità più profonda.

Un futuro da costruire

Ora, Don Ravagnani si prepara a un nuovo capitolo della sua vita. Non più sacerdote, ma sempre animato dalla stessa passione per la comunicazione. Ha detto di voler continuare a portare avanti la sua missione, ma in modo diverso. Per molti giovani che lo seguono, sarà interessante vedere come la sua evoluzione personale si rifletterà nei nuovi progetti che intraprenderà.