Pavia (PV)

Sanità pubblica: un convegno a Pavia per ripensare il futuro del Servizio Sanitario Nazionale

Esperti e istituzioni a confronto per rafforzare il servizio sanitario nazionale tra sfide finanziarie, carenza di personale e disuguaglianze territoriale

Sanità pubblica: un convegno a Pavia per ripensare il futuro del Servizio Sanitario Nazionale

Un convegno di Pavia ha riunito esperti e istituzioni per discutere il futuro del SSN, evidenziando la necessità di riforme strutturali, investimenti, rafforzamento del territorio e valorizzazione del personale sanitario. Si è sottolineato il ruolo centrale della sanità pubblica come diritto fondamentale e investimento sociale ed economico.

Quale futuro per il servizio sanitario nazionale?

Venerdì 30 gennaio 2026, nella storica cornice della Sala Affreschi dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, si è svolto il convegno “Quale futuro per il servizio sanitario nazionale? Esperti a confronto” (foto di copertina). L’evento, promosso da ANAAO ASSOMED Lombardia e dall’Associazione Giovanni Bissoni, con il patrocinio dell’Università di Pavia e dell’Associazione Salute Diritto Fondamentale, ha rappresentato un momento cruciale di riflessione sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), pilastro fondamentale del welfare italiano oggi messo a dura prova da molteplici criticità.

Un sistema sotto pressione

A quasi cinquant’anni dalla sua istituzione, il SSN affronta sfide complesse: rigidi vincoli finanziari, carenza di personale qualificato, disuguaglianze territoriali e bisogni sanitari sempre più articolati. Il convegno ha riunito figure di spicco provenienti dalla politica, dall’accademia e dal mondo sanitario, tra cui Rosy Bindi, ex Ministro della Sanità, Francesco Taroni, Professore di Medicina Legale, Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, Chiara Giorgi, storica contemporanea, e Valeria Tozzi della SDA Bocconi.

Un momento del convegno

Valori fondanti e sostenibilità

Nel suo intervento introduttivo, Stefano Magnone, segretario regionale di ANAAO Lombardia, ha sottolineato come la sostenibilità del sistema non possa essere ridotta a una mera questione economica.

“La sanità pubblica deve essere governata dal pubblico, basandosi su prevenzione, prossimità e rilevazione dei fabbisogni reali. È fondamentale mantenere i valori di universalismo, equità e controllo degli erogatori, spesso messi in secondo piano in favore di logiche di prestazione e profitto,” ha affermato Magnone.

Stefano Magnone, Segretario regionale ANAAO ASSOMED Lombardia

La necessità di una riforma

Pierino Di Silverio, segretario nazionale di ANAAO Assomed, ha evidenziato l’urgenza di una riforma del SSN che superi divisioni ideologiche e politiche.

“La salute è un bene collettivo. Serve un cambiamento strutturale che tenga conto del mutato contesto demografico e delle nuove esigenze assistenziali. Non si può rispondere a questa sfida con interventi temporanei o parziali, ma con una revisione organica delle norme e dei modelli organizzativi, rafforzando il territorio e valorizzando i professionisti sanitari,” ha spiegato Di Silverio.

“Salute diritto fondamentale”

Il dibattito ha ripercorso la storia delle grandi riforme sanitarie italiane, mettendo in luce come le scelte legislative abbiano plasmato un sistema universalistico ma con fragilità strutturali. Alla luce del recente DDL delega approvato dal Governo, è stata ribadita la centralità del diritto alla salute come diritto fondamentale, da difendere attraverso investimenti adeguati e una programmazione a lungo termine, in linea con i principi sanciti dalla Corte costituzionale.

Il confronto con i sistemi sanitari europei

Il confronto con i principali sistemi sanitari europei ha evidenziato che, pur essendo il SSN un modello riconosciuto per equità ed efficacia, non esiste un modello perfetto e universale. Ogni sistema combina in modo diverso finanziamento pubblico, erogazione dei servizi e governance. Il SSN è anche un investimento sociale ed economico che contribuisce a benessere e coesione sociale, ma necessita di una riorganizzazione che limiti sprechi, potenzi la medicina territoriale, la prevenzione e l’integrazione sociosanitaria. La recente Legge di bilancio è stata indicata come un test cruciale per la reale volontà politica di investire nella sanità pubblica.

Il capitale umano

Un tema centrale emerso è stato il ruolo imprescindibile delle risorse umane: medici, infermieri e professionisti sanitari sono il cuore del sistema. La qualità delle cure dipende dalla loro competenza, formazione e motivazione. Magnone ha richiamato l’urgenza di politiche efficaci per il reclutamento e la retention, percorsi di carriera chiari, e misure per contrastare la fuga di professionisti verso l’estero o il settore privato, sottolineando l’importanza di un adeguato riconoscimento economico e professionale.

L’appello

Il convegno si è concluso con un appello alle forze politiche, in particolare a quelle di maggioranza, affinché assumano una responsabilità concreta per il futuro del SSN. Solo attraverso scelte coraggiose e condivise sarà possibile evitare una deriva verso un sistema sanitario sempre più privatizzato e diseguale, garantendo invece un servizio pubblico, gratuito, universale e di qualità, come previsto dalla Costituzione italiana.