Rovato (BS)

Fram, Rovato diventa la culla dell’arte

Nella nuova struttura museale 23 capolavori di Calca e 80 opere di autori moderni e contemporanei

Fram, Rovato diventa la culla dell’arte

Si chiamerà Fram ossia Franciacorta Rovato Arte Moderna e Contemporanea, la nuova struttura museale che troverà casa al primo piano dell’edificio realizzato nell’area mercatale.  Un acronimo che racchiude i frammenti d’arte che Beppe Bonetti, affermato pittore rovatese e teorico della Metarazionalità, ha collezionato nell’arco di mezzo secolo insieme alla moglie Angela Maria Zucchetti, poetessa, animalista convinta e donna di rara sensibilità e acuta ironia, prematuramente mancata nel 2024. Un patrimonio di opere che l’artista ha deciso di mettere a disposizione della comunità di Rovato, dove sia lui che Angela sono nati.

Fram, Rovato diventa la culla dell’arte

In oltre mezzo secolo, Bonetti e la moglie hanno conosciuto e frequentato colleghi, scrittori e artisti di tutto il mondo: amicizie che spesso si sono tramutate in scambi di opere che, da marzo, saranno esposte e fruibili al pubblico. “La raccolta inizia idealmente con un nucleo di 23 lavori di Gerolamo Calca (1878-1957), sicuramente opere tra le più significative e importanti prodotte nell’arco della sua lunga vita – si legge nella relazione illustrativa del progetto – La porzione più consistente è composta da 80 autori moderni e contemporanei (pittori e scultori) che in gran parte hanno operato a livello internazionale. Questa è stata oggetto di grande interesse da più parti e anche a livello franciacortino ci sono state proposte per una collocazione della stessa in strutture museali”. Tuttavia, la comune appartenenza a Rovato, città di nascita di Calca, Bonetti e Zucchetti, è stata determinante. Così, la prestigiosa collezione troverà casa proprio nell’area mercatale e si propone come un progetto «unico per Rovato, per la Franciacorta e per la provincia di Brescia”. Il percorso ha previsto la nascita della Fondazione Bonetti Zucchetti che, presieduta da Beppe Bonetti e in virtù di una convenzione che sarà siglata con il Comune, gestirà la struttura. “L’edificio è sostanzialmente completato, mancano il parapetto in cristallo, l’ascensore e gli esterni – ha spiegato il sindaco Tiziano Belotti – Abbiamo messo a bilancio ulteriori fondi per l’allestimento, gli arredi e le luci. E’ nostra intenzione procedere all’inaugurazione in occasione di Lombardia Carne”.
Il primo cittadino ha spiegato che anche la sala polifunzionale al piano terra sarà inaugurata durante la fiera e ha espresso la sua soddisfazione per il progetto che riguarda la Fram: “Ospiterà una serie davvero importante di dipinti, una collezione degna di una grande città”, ha ribadito.
Sulla riqualificazione dell’area mercatale il sindaco ha precisato che sono stati appaltati anche i lavori per la realizzazione del parco, che si snoderà su una superficie di 4mila metri quadrati; in partenza anche la riqualificazione della passeggiata sugli spalti e il primo lotto del restauro delle mura venete.  Resta invece per ora solo un sogno sulla carta, per mancanza di fondi, il progetto del teatro previsto accanto alla Fram.

La collezione

Basta chiudere gli occhi e immaginare. Gli interni della Fram prevedono all’ingresso una libreria, una biblioteca con una raccolta di cataloghi e pubblicazioni degli autori esposti e un tavolo per consentirne la consultazione. Nell’archivio saranno invece conservati i materiali e i documenti più preziosi e fragili. La prima sezione è dedicata all’arte contemporanea e narra un viaggio che inizia idealmente dalle ricerche del Bauhaus, dal Dadaismo e dal Costruttivismo fino ad abbracciare i contenuti dell’arte astratta e concettuale. Un intreccio di incontri e di vite che legano tra loro diversi artisti di respiro internazionale. Il percorso si snoda negli anni Cinquanta con le opere di Jean Leppien, Edoardo Franceschini e Hugo Demarco, poi attraversa gli anni Sessanta con Mario Signori, León Ferrari, Geneviève Asse, Gérard Ernest Schneider, Sonia Terk Delaunay, Mario Bionda, Hans Richter, Bruno Munari, Mario Ballocco, Rudolph Rainer, Francesco Fedeli e Philippe Morisson; tra gli anni Settanta e gli anni Novanta sono stati realizzati i lavori di Luis Feito, Antonio Corpora, Guglielmo Achille Cavellini, Rodolfo Aricò, Bruno Pulga, Mario Radice, Maurice Wyckaert, Hans Jörg Glattfelder, Winfred Gaul, Luigi Veronesi, Robert Indiana, Piero Dorazio, Carla Badiali, Alberto Jonquières, Jiri Kolar, Achille Pace, Piero Risari, Hiromi Masuda, Alberto Burri, Horacio Garcia Rossi, Edoer Agostini e Walter Valentini. Tra le opere più recenti (dal 1990 al 2010) spiccano quelle di Roland de Jong, Masataka Kubota, Fukushi Ito, Heinz Kasper, Rafael Canogar, Yves Millecamps, Carlo Nangeroni, Carlo Marcello Conti, Roman Kames e Piero Tramonta (ma ce ne saranno altre). La seconda sezione è incentrata su Gerolamo Calca (1878-1957), con alcuni dei suoi capolavori, innescando un dialogo a distanza con il patrimonio artistico diffuso nella città.
La sala multimediale sarà il punto di incontro tra le varie sezioni e consentirà l’accesso a contenuti video.  Nella galleria espositiva troverà infine spazio una selezione di opere di Beppe Bonetti che riassumono il suo percorso artistico. Questa ala ospiterà, a rotazione, mostre temporanee di autori esterni invitati dalla Fondazione.