Il Comune di Mozzate e Anpi ricordano i soldati Angelo Brasca, Carlo Clapis e Andrea Guidali.
L’omaggio a tre giovani soldati uccisi dai Nazisti
In occasione della «Giornata della memoria», in aula consigliare, in collaborazione con Anpi Seprio, l’Amministrazione ha voluto ricordare i numerosi soldati italiani che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, vennero resi prigionieri dai tedeschi. In particolare il presidente di Anpi Seprio, Sandro Romagnoli, ha voluto sottolineare che i soldati, che in quanto italiano vennero trattati come «traditori», non vennero considerati «prigionieri» bensì «internati» e ciò comportò la sottomissione dei deportati a un regime giuridico non convenzionale, secondo gli accordi di Ginevra del 1929, con la conseguenza di trovarsi sotto l’arbitrio di Berlino, che respinse le richieste di assistenza della Croce rossa.
Tre storie accumunate dalla tragedia
Barbara Annoni, insieme ai consiglieri Marco Vandi e Lorenzo Muttoni, hanno dato voce alle lettere dei giovani soldati del nostro territorio che hanno vissuto quei drammatici eventi, rendendo palpabile il dramma patito. Fra loro Andrea Guidali, nato a Mozzate il 24 agosto 1909, residente a Carbonate, alpino congedato nel 1931, richiamato alle armi nel ‘39 e inviato a Fortezza nel ‘43 con il secondo reggimento del Gruppo Bergamo. L’8 settembre fu fatto prigioniero e condotto in Germania nel campo di lavoro di Peine, dove morì probabilmente a causa della tubercolosi, il 7 luglio. Ora è seppellito nel cimitero militare d’onore di Amburgo. E’ stata poi raccontata la storia di Carlo Clapis, nato a Mozzate il primo luglio 1911 e qui residente, che ha partecipato alle campagne di Albania e Grecia, dove venne catturato dai tedeschi e condotto a Berlino in un campo di prigionia. Morì il 14 settembre del ‘44 per incursione aerea ed è ancora seppellito al cimitero militare italiano d’onore a Berlino. Infine è stato ricordato Angelo Brasca, nato a Rovello Porro il 16 novembre 1896 e residente a Carbonate, segnalato come sovversivo e diffidato durante gli scioperi del ‘44 all’Isotta Fraschini di Saronno. Fu prelevato da truppe tedesche e deportato in un campo di lavoro in Germania. Non si hanno più notizie fino alla morte, avvenuta per cause ignote, il 16 gennaio del 1945 a Monaco di Baviera. E’ seppellito al cimitero militare italiano d’onore a Monaco. Erano presenti in sala i suoi parenti che, di recente dopo 75 anni, sono riusciti a rendergli omaggio nel cimitero tedesco.
Il commento dell’assessore Rossi
«E’ stato apprezzato il taglio locale della rievocazione del ricordo di avvenimenti che sembrano lontani, ma che in realtà servono da monito a tutti noi e ci ricordano quanto la pace sia preziosa e vada sempre coltivata con cura perché possa fiorire e non appassire come i fatti di attualità fanno temere», commenta l’assessore alla Cultura, Eleonora Rossi.