La diocesi di Vicenza ribadisce le norme che regolano lo svolgimento dei funerali religiosi in chiesa, richiamando parroci e fedeli al rispetto dei simboli cristiani e a uno stile improntato alla sobrietà. Niente maglie della squadra del cuore sulla bara e stop a canzoni rock o musiche estranee alla liturgia.
Le indicazioni sono contenute nelle Proposizioni per la pastorale del lutto e la celebrazione delle esequie, un documento aggiornato nel novembre scorso che stabilisce forme e modalità considerate più consone alla tradizione cristiana.
Le indicazioni pastorali della diocesi
Il tema è tornato d’attualità dopo quanto accaduto a Creazzo, dove durante il funerale di un tifoso del Lane il parroco ha chiesto di rimuovere la bandiera biancorossa dalla bara prima dell’ingresso in chiesa, suscitando malumori tra i presenti.
Al centro delle prescrizioni c’è il principio che sulla bara debbano rimanere visibili i simboli cristiani.
“Sulla bara c’è il crocefisso, che è la nostra ‘bandiera’ di cristiani, e non vogliamo che venga coperto”
Spiega don Pierangelo Ruaro a Il Giornale di Vicenza, che si definisce anche tifoso del Vicenza e ricorda di aver officiato il funerale di Paolo Rossi.
Il documento è esplicito:
“La bara normalmente porta incisi segni e figure cristiani che, durante la celebrazione, è opportuno rimangano visibili. Altri oggetti, ricordo di appartenenze o testimonianza di passioni vissute, è preferibile sistemarli nelle vicinanze, piuttosto che sopra la bara”.
Che si tratti della bandiera della squadra del cuore, di un casco da motociclista o di un cappello da alpino, l’indicazione è quella di dare rilievo al ricordo personale, ma con discrezione.
Musica, fiori e interventi: cosa è consentito
Le stesse regole valgono per le composizioni floreali: i fiori e gli altri segni di affetto possono essere collocati accanto al feretro, mentre sopra la bara possono trovare posto solo il Vangelo, la Bibbia o una croce.
Più rigida la posizione sulla musica: semaforo rosso per “canti o musiche estranei alla liturgia“, dunque niente canzoni rock o brani simbolo delle passioni del defunto durante la celebrazione in chiesa.
Attenzione anche agli interventi di familiari e amici. Non tanto per i contenuti, quanto per i tempi.
“È opportuno che le testimonianze, se non sono state fatte durante la veglia, vengano collocate prima dell’inizio della celebrazione delle esequie”
Si legge nelle indicazioni.
Le norme non sono comunque tassative: nella pratica può accadere che qualche parroco scelga di applicarle con maggiore flessibilità. Il messaggio della diocesi resta però chiaro: onorare il ricordo del defunto è possibile, senza mettere in secondo piano i simboli e i valori della fede cristiana.