Civate (LC)

Molto partecipato a Civate il tradizionale rito del rogo della Gibiana

Oltre 300 i partecipanti, tra figuranti, bambini e adulti, alla manifestazione promossa da Vivicivate in collaborazione con la Parrocchia e con il patrocinio del Comune

Molto partecipato a Civate il tradizionale rito del rogo della Gibiana

Oltre 300 persone – tra figuranti, bambini e adulti – hanno partecipato ieri sera, giovedì 29 gennaio 2026, a Civate, al tradizionale rito del rogo della Gibiana. La manifestazione è stata organizzata da Vivicivate grazie alla collaborazione della Parrocchia e con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.

Molto partecipato a Civate il tradizionale rito del rogo della Gibiana

Si tratta di una festa molto diffusa nell’Italia settentrionale e, in particolare, in Brianza, dove l’ultimo giovedì del mese di gennaio la popolazione si riunisce per bruciare un grande fantoccio di paglia e di stracci.

Il rituale, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, prevede un processo, una condanna a morte e l’esecuzione sul rogo. Viene così rappresentata simbolicamente la condanna dell’anno vecchio, con tutti i suoi malanni, e l’augurio per quello nuovo, affinché sia migliore. Non solo: il rogo della Gibiana (o Giubiana) rappresenta metaforicamente anche la volontà di lasciarsi alle spalle l’inverno e la speranza nell’arrivo della primavera.

La festa si è aperta con il lungo corteo – composto dalla Gibiana, il giudice “aggiusta le cose”, quattro boia e cinque bambini muniti di tamburi, seguiti da tutta la popolazione – che ha sfilato da piazza del Comune attraverso il centro storico, fino a giungere in oratorio.

Lì si è tenuto il processo per giudicare la “vecchietta”, terminato con l’assoluzione e il rogo di un fantoccio, che rappresenta, appunto, la volontà di scacciare l’inverno, augurandosi che la primavera arrivi presto.

I bambini, come da tradizione, hanno scritto dei biglietti in cui hanno elencato le “cose brutte” del 2025, che volevano bruciare per distruggerle simbolicamente e non portarle con sé nel nuovo anno: i biglietti, infatti, sono poi stati gettati tra le fiamme. Infine, un allegro girotondo, sulle note di canzoni tradizionali, ha accompagnato lo spegnimento del rogo.

La serata si è conclusa in oratorio con un gustoso risotto con la salsiccia, dolci tradizionali natalizi e l’immancabile vin brulé; un centinaio le persone che hanno preso parte al “banchetto” in un’atmosfera di festa e convivialità.

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