Roma (RM)

Giornata Mondiale delle Zone Umide, WWF richiama l’attenzione su tutela e biodiversità

Sottolinea l’importanza di questi ecosistemi per l’ambiente e le comunità locali, richiamando l’attenzione sulla tutela di laghi, riserve e aree naturali della Capitale, minacciati da crisi idrica e urbanizzazione.

Giornata Mondiale delle Zone Umide, WWF richiama l’attenzione su tutela e biodiversità

In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide del 2 febbraio, che ricorda la firma della Convenzione di Ramsar del 1971, si rinnova l’attenzione sull’importanza di questi ecosistemi fondamentali per l’equilibrio ambientale e per le comunità locali. Il tema scelto per il 2026, “Zone umide e conoscenze tradizionali: celebrare il patrimonio culturale”, mette al centro il legame tra natura, identità dei territori e memoria collettiva.

Un esempio emblematico è il Monumento Naturale di Torre Flavia, tra Ladispoli e Cerveteri: un’area sottratta all’urbanizzazione grazie alle attività tradizionali e, successivamente, all’impegno di cittadini e associazioni, con il WWF protagonista sin dalle prime fasi della gestione, dopo l’istituzione del sito nel 1997.

Nel territorio della Città Metropolitana di Roma, le zone umide sono spesso integrate nel sistema delle Aree Naturali Protette. Tra queste, la Riserva Naturale di Nazzano Tevere-Farfa, prima del Lazio, istituita nel 1979 in applicazione della Convenzione di Ramsar, dopo una lunga esperienza di tutela avviata già negli anni Sessanta con il contributo del WWF.

Le dichiarazioni di Maggini

«Zone umide e aree protette sono un binomio imprescindibile – sottolinea Raniero Maggini, presidente del WWF Roma e Area Metropolitana –. Oggi questo patrimonio rischia di essere dato per scontato, mentre andrebbe riscoperto e valorizzato per il ruolo cruciale che svolge nella conservazione della biodiversità».

Tra le altre realtà significative figurano la Riserva Naturale di Macchiatonda e l’Oasi WWF di Macchiagrande, esempi di tutela lungo una costa fortemente trasformata dall’uomo, oggi fondamentali per l’avifauna e per le rotte migratorie.

Attenzione anche ai grandi laghi del territorio, come Bracciano, Albano e Nemi, ambienti ricchi di biodiversità ma esposti a gravi criticità legate alla crisi idrica e allo sfruttamento delle risorse.

La Giornata Mondiale delle Zone Umide richiama infine il valore strategico di questi ecosistemi anche in ambito urbano, soprattutto nel contesto del cambiamento climatico. Un tema che apre il dibattito sulle scelte urbanistiche nella Capitale.

Le parole di Mattias

«Le recenti operazioni di “bonifica” di aree umide spontanee – osserva Giovanni Mattias, vicepresidente del WWF Roma – mostrano una pianificazione ormai superata e incapace di rispondere alla crisi climatica. Mentre altre grandi città investono nella creazione di nuovi ambienti naturali, a Roma si continua a cancellarli».

Un patrimonio fragile, che secondo il WWF dovrebbe diventare una priorità nelle politiche ambientali e urbanistiche della città.