Neanche 24 ore e la nomina di Sergio Tommasini, manager di Sanremo, a direttore dell’Arlir (l’agenzia ligure per i rifiuti, attiva dal 2023 e fino a questa mattina commissariata) già infiamma il dibattito politico. Sulla scena irrompe il Partito Democratico ligure, con i consiglieri Davide Natale e Katia Piccardo.
PD all’attacco per la nomina di Tommasini
«A due anni e mezzo dalla costituzione di questo inutile carrozzone, nessuna delle funzioni previste dall’Agenzia regionale dei rifiuti è stata realmente esercitata – attaccano i dem -. La gestione dei flussi dei rifiuti negli impianti, l’analisi dei fabbisogni di recupero e smaltimento, il Piano economico finanziario: competenze che la legge affidava all’Agenzia sono rimaste interamente in capo agli enti locali. E anche quest’anno il Piano economico finanziario del ciclo dei rifiuti verrà predisposto l’anno successivo, lasciando ancora una volta i Comuni soli nella gestione di un’attività fondamentale per l’amministrazione locale. Nonostante quindi l’Agenzia nei fatti non funzioni, la Giunta regionale nomina il direttore generale. Siamo all’assurdo: si nomina un super dirigente per una scatola vuota, senza che ci sia nemmeno un dipendente da dirigere. Sia chiaro che se dovesse accadere, stando ad alcune indiscrezioni di stampa, che chi viene nominato direttore mantenga anche altri incarichi, contravvenendo palesemente alla legge, saremo costretti ad assumere azioni legali per fermare l’ennesimo scempio. Auspichiamo che quanto sta emergendo in queste ore non corrisponda alle reali decisioni finali».
«Intanto nei mesi scorsi abbiamo presentato un esposto alla Corte dei Conti, affinché venga fatta piena chiarezza sull’utilizzo delle risorse pubbliche – ancora Natale e Piccardo -. Nessuna delle attribuzioni assegnate dalla legge regionale al commissario è stata portata a termine. Continueremo a chiedere che i soldi dei liguri vengano spesi per rispondere ai reali bisogni dei cittadini e non per alimentare quell’attività che a Bucci riesce particolarmente bene: la moltiplicazione delle poltrone».
La replica della Regione
Regione Liguria affida direttamente all’assessore competente, Giacomo Giampedrone, al’ex commissaria Monica Giuliano e allo stesso Tommasini la replica al PD.
«Prendiamo atto che l’unica cosa che il Pd è in grado di fare sia rivolgersi alla Corte dei Conti, perchè di rifiuti non hanno mai capito nulla. Si tratta di una materia che ha rappresentato uno dei più grandi fallimenti del centrosinistra, quando era al governo di questa Regione, con un sistema basato sulle discariche, fanalino di coda in Italia. Solo dal 2015 con il centrodestra la Liguria ha messo in campo politiche di incentivazione della raccolta differenziata, salita in questi anni dal 38% al 61% a livello regionale con l’avvio della realizzazione, in corso, degli impianti per il trattamento dell’umido a levante e a ponente. Capiamo che per loro sia lo smacco più grande vedere che questa Giunta sta portando avanti tutti gli atti e le azioni per la chiusura del ciclo: quello che loro non hanno mai fatto e neppure immaginato». Così l’assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti Giacomo Raul Giampedrone risponde alla polemica sollevata da alcuni esponenti Dem.
Per quanto riguarda l’attività di Arlir, il Commissario uscente Monica Giuliano aggiunge: «Basterebbe che il Pd andasse sull’Albo pretorio dell’Agenzia per vedere l’attività che è stata svolta fino ad oggi. Solo i decreti pubblicati sono 199. Abbiamo strutturato, con il supporto di due funzionari part time che ringrazio, un Ente che non esisteva, partendo da zero. Non appena Regione Liguria ci ha fornito la sede abbiamo reclutato il personale. In estrema sintesi, volendo elencare solo una parte dell’attività svolta, giorno dopo giorno, oltre tavoli avviati per tutte le procedure legate ad esempio alla contrattazione collettiva decentrata, cito la pubblicazione di tutti i regolamenti, l’avvio di tavoli di confronto e coordinamento con tutte le Province, la digitalizzazione con l’avvio della piattaforma Arlir (amministrazione trasparente), la convenzione per il servizio di tesoreria e quella per il comodato l’uso per i locali degli uffici. Inoltre l’Agenzia sta operando con Regione, Province e Città metropolitana in attuazione dei singoli accordi stipulati nel corso del 2024 svolgendo l’attività di validazione ‘infra-periodo’ dei Piani economici finanziari (Pef) dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti di tutti i Comuni liguri e con l’avvio delle attività di validazione dei Pef dei medesimi sevizi per il periodo regolatorio 2025/2029. Oltre a questo, abbiamo proceduto alla definizione degli strumenti regolamentari dell’ente, al reclutamento del personale (sei persone di cui tre dipendenti diretti), all’informatizzazione delle procedure amministrative e ad ogni singola attività prevista da specifiche indicazioni del Piano Triennale delle attività, come pubblicato».
Il neo direttore Tommasini aggiunge: «Ritengo che una materia di tale rilevanza debba essere affrontata con maggiore serietà, privilegiando il confronto sui contenuti e sugli aspetti tecnici, superando una sterile polemica politica. Detto questo, confermo la mia piena disponibilità al confronto, finalizzato alla condivisione di un piano d’azione di breve e medio periodo, volto a proseguire e rafforzare il buon lavoro svolto dagli uffici e dall’assessorato competente”. Rispetto al suo incarico attuale, Tommasini precisa: “Ritengo non ci sia alcun aspetto di incompatibilità. Rivesto l’incarico di Presidente di Amaie Energia e Servizi e di Amministratore Unico di Amaie Srl, società che sarà prossimamente posta in liquidazione. Tali incarichi non comportano poteri esecutivi e non prevedono compensi dirigenziali, bensì emolumenti, per circa 18mila euro lordi l’anno complessivi, riconducibili alle funzioni di amministrazione, pubblicamente consultabili sul portale della trasparenza delle società».
Sergio Tommasini, ex candidato sindaco a Sanremo, ispiratore del movimento Anima che ha sostenuto il primo cittadino Mager è ex ad della Idroedil, la società che attualmente gestisce la discarica taggese ed è impegnata nella realizzazione del biodigestore di Colli. Per quanto riguarda il compenso di direttore dell’Arlir, il bando indicava una retribuzione annuale equiparata alle figure apicali della direzione regionale, quindi tra i 130 e i 150mila euro.