Il brand sull’insegna è rimasto quello che i colognesi (e non solo) hanno imparato a conoscere e ad apprezzare in questi anni. Ma a cambiare sono l’anima e i volti del personale, compresi i ragazzi nello spettro autistico che (in base alle loro possibilità e capacità) entreranno gradualmente nella pianta organica del bistrot che si trova nel cuore antico di San Giuliano.
Riapre il “Quanto Basta” (con nuova veste e nuova “anima”)
Ieri, mercoledì 28 gennaio 2026, il “Quanto Basta” di Cologno Monzese, in piazza San Matteo, ha riaperto con una nuova veste. E un nuovo progetto di inclusione e autonomia frutto dell’impegno e della collaborazione di un gruppo ormai affiatato di realtà, che si sono conosciute in occasione del convegno “Io sono, tu sei, io sarò” che si era tenuto nel settembre del 2024 proprio all’ombra della Pieve: da una parte I Sassi di Betania e Mondo Bambino, protagonisti del progetto “La Pieve”, dall’altra la Fondazione Il Domani dell’autismo guidata da Alberto Brunetti e Luna Blu, che è il “braccio operativo” della stessa fondazione. Senza tralasciare Mondoabaut.
Un cammino partito dal laboratorio di pasticceria
Il “Quanto Basta by Luna Blu” è il frutto di un percorso che è maturato anche grazie al seme rappresentato dal progetto Ma’amul, che ha portato alla creazione di un laboratorio di pasticceria proprio in piazza San Matteo. Seguiti da un analista del comportamento certificato e con l’aiuto di operatori specializzati, tecnici comportamentali Aba e un vero e proprio training, un gruppo di ragazzi con autismo hanno imparato a produrre i Ma’amul, biscotti della tradizione mediterranea con pasta frolla, datteri, fichi e frutta secca, che sono diventati anche il simbolo dell’unione tra due realtà (Mondoabaut e I Sassi di Betania), che collaborarono nel 2024 per un’iniziativa di inclusione e formazione. E che ora è maturata nel nuovo “Quanto basta”.
“Il tema centrale non è solo la ristorazione e l’inclusione, grazie all’esperienza nel campo de Il Domani dell’autismo e Luna Blu – ha esordito Enrico Saccà de I Sassi di Betania – Qui si parla del futuro dei ragazzi e della qualità della loro vita, che vanno costruiti su basi scientifiche e con percorsi graduali, in base ai tempi e alle peculiarità di ognuno di loro: c’è chi farà servizio di sala e chi sarà occupato in cucina”.
Lavoreranno dai cinque ai sei ragazzi nello spettro autistico
E ancora chi, magari, rimarrà (ma solo in apparenza) dietro le quinte, magari occupandosi del packaging. Saranno tra i cinque e i sei i giovani lavoratori nello spettro o con altre disabilità cognitive che man mano inizieranno a lavorare al “Quanto Basta”, affiancati da personale normodotato, operatori ed educatori e dagli stessi genitori nelle vesti di volontari. Il tutto in base a monti orari e mansioni diversificati, con un’apertura verso l’esterno che permetta non solo ai clienti di entrare, ma anche di far uscire i piatti e i prodotti del Qb grazie al catering aziendale.
“Abbiamo accettato la sfida!”
“Parlare di ‘Dopo di noi’ non mi è mai piaciuto – ha ammesso Mara Navoni di Mondoabaut – Questo perché dobbiamo iniziare a costruire l’oggi, il presente. Il tutto senza pietismo, ma incentivando anche lo spirito imprenditoriale, sfruttando una bellissima location. Abbiamo accettato questa sfida, mettendoci in gioco e uscendo dalla nostra comfort zone”.
Le porte del “Quanto Basta” sono quindi tornate a riaprirsi, in attesa del taglio del nastro ufficiale (con cerimonia con le autorità) del progetto inclusivo che vede anche l’Amministrazione comunale tra i protagonisti, non solo perché proprietaria dei locali di piazza San Matteo. Al classico bistrot (con servizio a colazione, pranzo e per gli aperitivi) si sommeranno via via anche eventi speciali e serali, come “Pasta finché non dici basta”, sfruttando una delle pietanze che si prospetta già essere il “cavallo di battaglia” del menù.
Chi volesse sedersi ai tavoli del Qb può avere informazioni telefonando allo 02-22199747.