Se con l’Athletic Bilbao almeno sessanta minuti li avevi giocati bene, prima dell’inspiegabile blackout; questa sera, a Bruxelles contro l’Unione Saint-Gilloise, è come se l’Atalanta non fosse mai scesa davvero in campo. Una brutta prestazione e una giusta sconfitta per 1-0 che fa chiudere la League Phase di Champions al 15° posto dopo aver accarezzato il sogno ottavi diretti.
Palladino, ai microfoni di Sky nel dopo partita, non fa drammi, ma ammette il dispiacere per la prestazione offerta dai suoi, dicendo anche tra le righe che diverse “seconde linee” schierate oggi tra i titolari non hanno rispettato le sue attese.
«Non sono preoccupato e non sono deluso – dice subito il tecnico -. Sono però dispiaciuto, perché volevamo dare continuità dopo la bella vittoria contro il Parma, proprio a livello di prestazione. Invece oggi abbiamo giocato forse la peggior partita a livello tecnico della mia gestione. Abbiamo fatto errori su cose semplici, controlli e passaggi. Cose banali che di solito non sbagliamo mai. Potrei dire che il campo non era in ottime condizioni, ma sarebbe un alibi».
«La verità è che abbiamo giocato male tecnicamente, con errori sciocchi che hanno dato entusiasmo agli avversari – continua Palladino -. La cosa che mi dispiace è che non riusciamo a capire che, quando le partite diventano sporche, dobbiamo calarci nella situazione. Gli avversari ti vengono a prendere forte, ti sporcano le giocate, ti costringono a giocare male. Tu devi capire che è quel tipo di partita. Noi ancora non siamo riusciti a svoltare questa cosa, a capire come stare in queste partite. Mi è sembrato di rivivere le partite con Verona e Pisa. Dobbiamo crescere. Comunque mi porto a casa delle risposte anche questa sera e anche vincendo non saremmo riusciti ad andare nelle prime otto».
A chi vede delle similitudini anche con la sfida contro il Bilbao, Palladino risponde in modo chiaro: «Non sono molto d’accordo, con il Bilbao abbiamo disputato 60 minuti perfetti, ci è mancato solo il gol del 2-0 prima di quel blackout che ci è costato caro. Sul discorso della qualificazione, dobbiamo essere realisti: l’obiettivo era quello di qualificarci, non di entrare nelle prime otto. Ho guardato le squadre che non si sono qualificate nelle prime otto e fa impressione vedere il Real Madrid, il Psg, l’Inter. Noi vogliamo continuare a crescere, non bisogna fare drammi. Oggi mi porto a casa tante risposte anche su tanti giocatori, sul discorso mentale e caratteriale della squadra. È su questo che lavorerò da domani».