Giovedì prossimo, 29 gennaio, l’associazione di Canzo metterà in scena la grande rappresentazione del processo alla “vecchia” che terminerà con il rogo del fantoccio a Villa Meda
Il paese si anima fin dal mattino
E’ arrivata l’ora di bruciare la Giubiana. Come tradizione vuole l’ultimo giovedì di gennaio si svolgerà il processo, seguito dal rogo. L’organizzazione dell’evento è a cura della Cumpagnia di Nost, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale. E Canzo fin dalla mattina di giovedì 29 gennaio si animerà con il coinvolgimento dei bambini della primaria che saranno accompagnati a bruciare le loro paure sotto i portici del mercato in piazza della chiesa. Agli angoli delle strade non mancheranno le calze rosse, a ricordare la “vecchia”.
Il processo sotto i portici: scontato il verdetto
La sera di giovedì, alle 20.30, dal “cipilöö da San Roch” in via Sombico partirà il corteo accompagnato dai canzesi e dai visitatori, con i tanti figuranti che rendono l’evento un vero e proprio successo: presenti il carretto della Giubiana, il boia, la banda, i pompieri, i testimoni, il cacciatore, i ragazzi che fanno “rebelot” e figure come i Regiuu, il Barbanera e l’”aucat”. In piazzetta San Mirett si rappresenterà un “mimodramma del busch” che vedrà protagonisti “strie”, Anguana, Selvadich, “cervun”, “ursu”, “casciadur” e “pastur”. Sotto i portici, poi, si svolgerà il processo in dialetto alla Giubiana che sarà ovviamente condannata e portata nel cortile di Villa Meda.
Rogo a Villa Meda e poi “un piat da risot e luganiga”
La Giubiana verrà accompagnata al suono della banda di Caslino, dal rullo cadenzato dei tamburi e dal frastuono delle “strìe”. Come da tradizione, la vecchina tenterà la fuga ma boia e Regiuu non se la lasceranno sfuggire. Nel prato di Villa Meda potrà così avere inizio il rogo. Il fantoccio antropomorfo di paglia e stracci prenderà fuoco insieme agli eventi negativi occorsi durante l’anno appena trascorso e i presenti potranno gustare, con valore benaugurante, “un piat da risot e luganiga”, accompagnato da un bicchiere di vin brulé.