Torino (TO)

Postalcoop, pugno duro dei lavoratori: “Abbiamo avviato la causa contro Poste Italiane”

I 36 lavoratori hanno firmato in sede della CGIL in via Pedrotti a Torino, "l’insinuazione al passivo" della società fallita, per poter recuperare TFR, mensilità arretrate e altre spettanze non versate.

Postalcoop, pugno duro dei lavoratori: “Abbiamo avviato la causa contro Poste Italiane”

Dopo mesi di attesa, finalmente una prima risposta concreta per i lavoratori ex Postalcoop: il 27 gennaio è previsto l’inizio degli accrediti della cassa integrazione straordinaria, attesa da quasi quattro mesi.

Un passo importante

I lavoratori:

“Un passo importante, anche se tardivo, che restituisce un minimo di respiro alle 36 famiglie coinvolte in questa lunga battaglia. Nel frattempo, proseguono le azioni legali per ottenere giustizia”.

I 36 lavoratori hanno firmato in sede della CGIL in via Pedrotti a Torino, “l’insinuazione al passivo” della società fallita, per poter recuperare TFR, mensilità arretrate e altre spettanze non versate.

“Non solo: con il supporto dell’avvocato Mortara, — dicono i lavoratori — è in fase avanzata la preparazione di una causa civile contro Poste Italiane, accusata di *interposizione illecita di manodopera*, dati i rapporti diretti e operativi che legavano i lavoratori a figure di responsabilità interne a Poste/Nexive.

La nostra lotta continua — concludono i lavoratori — vogliamo che sia fatta giustizia. Abbiamo servito per anni Poste/Nexive con serietà e massimo impegno, e ora pretendiamo rispetto per il nostro lavoro e per la nostra dignità. Abbiamo contattato tutte le testate giornalistiche nazionali, comprese le principali emittenti televisive, ma nessuno ha raccolto o dato voce alla nostra denuncia”.

L’azione legale si affianca al percorso politico già intrapreso, con il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte e l’interrogazione parlamentare presentata a dicembre alla Camera.

Infine, gli ex dipendenti di Postalcoop, sottolineano:

“Con il sostegno dei sindacati SLC CGIL, siamo pronti a una mobilitazione davanti alla sede centrale di Poste Italiane a Roma.”