Chiavari (GE)

È nato il “Comitato territoriale del Tigullio – Società Civile per il NO al Referendum costituzionale”

Si è costituito ieri, venerdì 23 gennaio, presso la sede della CGIL Camera del lavoro di Chiavari

È nato il “Comitato territoriale del Tigullio – Società Civile per il NO al Referendum costituzionale”

Ieri, venerdì 23 gennaio, presso la sede della CGIL Camera del lavoro di Chiavari si è costituito il “Comitato territoriale del Tigullio della Società Civile per il NO al referendum costituzionale sui temi della giustizia”.

L’iniziativa

All’iniziativa hanno partecipato, e si stanno aggregando, le rappresentanze locali delle realtà associative della società civile che hanno già dato vita al Comitato regionale della Liguria e al Comitato nazionale presieduto dal professor Giovanni Bachelet, con l’obiettivo di organizzare, coordinare e supportare tutte le iniziative a sostegno del NO al referendum sulla cosiddetta “riforma Nordio”.

L’appello del Comitato è: “Vota NO per difendere Giustizia, Costituzione, Democrazia”.

«Infatti per il Comitato – sottolinea lo stesso gruppo, i cui responsabili sono Massimiliano Chiolo (Cgil Tigullio), Matteo Brugnoli (Anpi Lavagna) e Cesare Teppati (Arci Santa Margherita Ligure) – le modifiche alla Costituzione volute dal ministro Nordio, oggetto del referendum, non risolvono i problemi veri della giustizia italiana, non intervengono sui disservizi reali e ben noti: non portano più personale e mezzi utili ad avere processi più veloci; non offrono maggiori garanzie di giustizia per le persone imputate e per quelle offese; non producono più sicurezza per i cittadini e certezza della pena; non riducono il rischio di possibili errori giudiziari; non risolvono l’emergenza carceri. Questa legge non affronta nulla di tutto questo: si concentra sulla struttura e sui rapporti di potere, non sul funzionamento quotidiano della giustizia.

Lo scopo della legge costituzionale oggetto di questo referendum è cambiare l’ordinamento giudiziario e la “separazione delle carriere” non è l’unico vero obiettivo dei suoi promotori. Questa legge riscrive il titolo IV della Costituzione, nata dalla lotta Antifascista, per limitare l’autonomia della magistratura, all’interno di un progetto che prevede anche il presidenzialismo e l’autonomia differenziata.

L’indipendenza della magistratura non è il previlegio di una casta: costituisce la garanzia fondamentale dell’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge.

Se la magistratura diventa meno autonoma, aumenta il rischio che i potenti restino impuniti: potrebbero essere ostacolati il contrasto ai reati finanziari, alla corruzione e ai reati istituzionali; le inchieste che coinvolgono i “potenti” potrebbero essere rallentate o insabbiate; i cittadini comuni perderebbero forza nel chiedere giustizia.

Per questi motivi il “Comitato della Società Civile per il NO al referendum costituzionale sui temi della giustizia” si prefigge di informare e rendere maggiormente consapevoli cittadine e cittadini sui temi referendari, invitandoli a votare no».

Di seguito un primo elenco delle associazioni che hanno aderito al “Comitato territoriale del Tigullio della Società Civile per il NO al referendum costituzionale sui temi della giustizia”: Anpi Lavagna, Anpi Moneglia, Anpi Chiavari, Anpi Sestri Levante, Anpi Santa Margherita Ligure, Arci Santa Margherita, Spi Cgil Tigullio, Cgil Tigullio Golfo Paradiso, Sestri città aperta, Presidio Nicholas Green Libera.