Il Board of Peace, voluto dal presidente statunitense Donald Trump, è un’iniziativa che mira a costituire un organismo internazionale alternativo alle Nazioni Unite, incentrato sulla sicurezza globale, con particolare attenzione alla situazione in Gaza.
Board of Peace =
Trump’s idea of a new global “peace DAO” but IRL.TL;DR
Led by Donald TrumpSupposed to handle peace / post-war stuff (started with Gaza)
Meant to bypass / rival the United Nations
Countries can “buy in” for influence
Trump basically sits at the top pic.twitter.com/94YAeu9neq— Board Of Peace (@Boardofpeace_) January 21, 2026
L’obiettivo dichiarato di questo consesso è promuovere la pace e la stabilità in aree conflittuali, ma l’idea di Trump di sostituire l’ONU con un organismo a pagamento ha suscitato molte polemiche. La proposta, che ha già suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale, ha trovato un’ulteriore opposizione in Italia, con i partiti di centrosinistra che chiedono alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di rifiutare l’invito.
Le opposizioni italiane si schierano contro l’invito
Il Partito Democratico (PD), il Movimento 5 Stelle (M5S) e Avs si sono uniti in un appello congiunto a Giorgia Meloni, esortandola a rifiutare l’invito a far parte del Board of Peace.
“L’Italia dica no all’ingresso nel Board of Peace”, hanno dichiarato i leader dei partiti durante un incontro con i rappresentanti del Comitato per la Liberazione di Marwan Barghouti a Montecitorio.
Il leader del M5S, Giuseppe Conte, ha affermato:
“Non ci sono le condizioni per partecipare, nonostante la risoluzione ONU. Questo organismo non assicura tutti i principi del diritto internazionale”.
La posizione è stata ribadita dalla segretaria del PD, Elly Schlein, che ha definito la proposta come “inaccettabile” e ha aggiunto:
“Trump vuole smantellare definitivamente le Nazioni Unite e creare una Onu alternativa a pagamento“.
Nicola Fratoianni (L’Alleanza Verdi e Sinistra) ha bollato la proposta come “scandalosa”, mentre Angelo Bonelli ha parlato di una vera e propria “trasformazione del diritto internazionale in diritto societario“.
La questione di Gaza è stata citata come uno degli aspetti centrali della protesta, con Schlein che ha insistito sulla necessità di un pieno coinvolgimento della comunità internazionale e dell’Unione Europea.
“Questa proposta del Board of Peace è inaccettabile”, ha sottolineato Schlein, sottolineando che “l’Italia non può partecipare a questo tentativo di smantellare gli organismi multilaterali che sono quelli a favore del dialogo tra Stati e non l’uso della forza”.
Giorgia Meloni: “Un problema politico e costituzionale”
Giorgia Meloni, premier italiana, ha risposto a queste pressioni manifestando dei dubbi sulla compatibilità dell’iniziativa con la Costituzione italiana.
“C’è un problema di incompatibilità costituzionale che non consente di firmare subito. Ci serve più tempo”, ha dichiarato Meloni, chiarendo che prima di prendere una decisione definitiva l’Italia ha bisogno di più tempo per valutare l’impatto della proposta.

La premier ha inoltre sollevato un’altra preoccupazione legata alla composizione del Board of Peace. Se, da un lato, Meloni non esclude a priori una partecipazione italiana, dall’altro ha espresso forti dubbi sulla possibilità di sedersi al tavolo con figure come Vladimir Putin o il bielorusso Alexander Lukashenko, due leader con cui l’Italia ha una posizione geopolitica distante.
“Non possiamo cedere la nostra sovranità in un contesto di disuguaglianza tra Stati. Il Board of Peace potrebbe rischiare di diventare una “ONU privata””, ha avvertito Meloni, sottolineando che una simile proposta potrebbe minare i principi dell’ONU e del diritto internazionale.
La mia intervista per lo speciale dedicato ai 30 anni di Porta a Porta, con Bruno Vespa ed Enrico Mentana. pic.twitter.com/ipBpwNsaUW
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) January 21, 2026
La premier ha aggiunto che la partecipazione al Board potrebbe essere rivisitata “con un profilo più basso“, ma che in ogni caso il tema non può essere affrontato con leggerezza. L’Italia, ha spiegato, non può permettersi di autoescludersi da un’iniziativa che comunque potrebbe avere implicazioni importanti per il futuro della sicurezza internazionale.
Il governo italiano: tra alleanze e pressioni internazionali
Nel frattempo, l’Italia si trova divisa tra le pressioni internazionali, in particolare da parte degli Stati Uniti, e le preoccupazioni interne. Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, ha avuto contatti con la Meloni sulla questione, e tra i due si sarebbe manifestata “massima consonanza” di vedute sul tema del Board of Peace, con una preferenza per un’ulteriore valutazione politica.
Secondo alcuni membri del governo, tra cui il vicesegretario leghista Roberto Vannacci, “se non sei al tavolo, sei nel menù”, suggerendo che l’Italia non può permettersi di restare esclusa da decisioni cruciali.
I rifiuti internazionali e le presenze
Finora, alcuni Paesi hanno già deciso di non aderire al Board of Peace, come Brasile, Norvegia e Svezia. Fra i leader più noti che hanno rifiutato l’invito ci sono i presidenti di Germania e Regno Unito, con Emmanuel Macron che ha fatto sapere di preferire il “rispetto ai bulli” piuttosto che fare parte di un progetto che potrebbe minare la stabilità internazionale.
BREAKING:
Turkey officially joins Trump’s Board of Peace. pic.twitter.com/EVXmyxwGo8
— Globe Eye News (@GlobeEyeNews) January 22, 2026
D’altra parte, ci sono stati anche alcuni sì, come quelli dei presidenti di Turchia (Recep Tayyip Erdogan), Argentina (Javier Milei), e Israele (Benjamin Netanyahu), che hanno accettato di partecipare al Board.
JUST IN: 🇮🇱🇺🇸 Israeli Prime Minister Netanyahu accepts invitation to join US President Trump’s “Board of Peace.” pic.twitter.com/qPMAzVsx0o
— BRICS News (@BRICSinfo) January 21, 2026
Ma questi inviti, in particolare quelli a figure come Vladimir Putin, continuano a sollevare polemiche a livello internazionale, facendo sembrare il progetto un tentativo di creazione di un’ONU alternativa che rispecchi la visione degli Stati Uniti.