Un primo tempo pieno di occasioni e con Carnesecchi inoperoso, poi un quarto d’ora da incubo, con gli ospiti che sfruttano il cento per cento delle opportunità e alla fine il gol di Krstovic che non basta e rende ancora più fastidiosa la sconfitta per 2-3 maturata dai nerazzurri contro l’Athletic Bilbao.
L’albero dell’amicizia, l’amichevole e i baschi un po’ ovunque
Con i primi tifosi biancorossi arrivati in città già lunedì pomeriggio, la giornata della sfida contro l’Athletic Club si divide tra parco Gioisis e il campo di Monterosso per un paio di iniziative che strappano consensi, e ciò nonostante non ci sia un “trascorso” particolare di amicizia tra le due squadre. Prima c’è stata la piantumazione della quercia di Gernika, simbolo del popolo e della Nazione basca, con una targa che recita: «Avversari e amici, uno sprone a dare il meglio in campo come sportivi, ma anche e soprattutto come persone». Presente l’assessora allo Sport del Comune di Bergamo, Marcella Messina, oltre alla Fondazione Athletic club de Bilbao. A seguire, una partitella sul vicino manto erboso (sintetico) di Monterosso a sancire un prepartita un po’ diverso dal solito e decisamente apprezzato.
Il sogno degli ottavi diretti
Nei bar, virtuali e non, ma anche per strada e sulle chat dei (e con) i tifosi, non si parla d’altro: arrabbiature varie per la prestazione di Pisa, ma anche l’orgoglio di vedere l’Atalanta unica italiana attualmente in lizza per un posto diretto agli ottavi di Champions. Considerando il cambio di allenatore in corsa, le difficoltà di inizio stagione, la fine dell’epopea gasperiniana e la necessità di ripartire con un nuovo corso, il risultato sarebbe probabilmente oltre lo straordinario e premierebbe una realtà che è arrivata alla doppia partita finale della League Phase con ancora tra le mani qualcosa di speciale.
Difesa tutta nuova, attacco come a Pisa
Alla lettura delle formazioni qualche novità rispetto a Pisa ce la si aspetterebbe, ma Palladino sceglie di cambiare addirittura metà squadra con cinque nuovi innesti. La difesa è tutta diversa: Kossounou e Kolasinac in Toscana erano in panchina, mentre Djimsiti ha recuperato in extremis e il tecnico lo manda subito in campo. Gli altri due cambi sono in mezzo, con Zappacosta per Musah ed Ederson per Pasalic, con De Ketelaere, Scamacca e Zalewski che vengono invece riproposti in attacco. Il polacco e il belga ormai sono alla quinta di fila in campo insieme, mentre Scamacca è chiamato a una prestazione profondamente diversa dopo la serataccia vissuta alla Cetilar Arena. In panchina, ben cinque attaccanti (Sulemana, Samardzic, Lookman, Krstovic e Maldini), oltre all’adattabile Pasalic.
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Primo tempo deciso da Scamacca (con un palo e il 2-0 annullato)
Dopo una fase iniziale di studio, l’Atalanta passa in vantaggio (16′) grazie alla zuccata di Scamacca su cross di Zalewski. Il rammarico è che mentre Carnesecchi sta in porta prender freddo, dall’altra parte piovono occasioni: sfiora il gol Bernasconi, lo segna di nuovo Scamacca, ma viene annullato per un fuorigioco di spalla di De Ketelaere, e lo manca anche lo stesso belga con un palo clamoroso su punizione di Zalewski. Un’Atalanta in pieno controllo delle operazioni, con il solito rammarico per un primo tempo chiuso avanti solo di una rete e la dimostrazione pratica che il terzo posto (all’intervallo) tra le 36 squadre di Champions non è affatto un caso.
Il calcio è strano, la Champions micidiale: persa una gara da vincere
Quando fallisci tutte quelle occasioni, quando per 15′ sui 96′ di gioco sbagli tutti i palloni importanti e prendi tre gol negli unici tre tiri in porta degli avversari, succedere di perdere una partita che dovevi e potevi vincere. Mentre altre volte si è ragionato sull’atteggiamento mancato, stavolta c’è poco da fare: contro una squadra in piena emergenza, tre errori individuali difficili da spiegare (Djimsiti e Kolasinac, poi Kossounou, infine de Roon e Kossounou) condannano i nerazzurri. Il gol del 2-3 di Krstovic arriva troppo tardi per poter puntare al pareggio: la frittata è fatta. La trasferta di settimana prossima (28 gennaio) a Bruxelles contro l’Union Saint-Gilloise, che doveva servire solo a completare l’opera, adesso diventa decisiva per provare a raggiungere gli ottavi diretti, o comunque rimanere nelle prime otto dei play-off (quindi tra il nono e il 16esimo posto). Che peccato.
Atalanta-Athletic Bilbao 2-3
Reti: 16’ Scamacca (A), 58’ Guruizeta (AB), 70’ Serrano (AB), 74’ Navarro (AB), 88’ Krstovic (A)
Atalanta (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossounou, Djimsiti, Kolasinac (76’ Ahanor); Zappacosta (76’ Samardzic), De Roon, Ederson, Bernasconi (82’ Sulemana); De Ketelaere, Zalewski (66’ Lookman); Scamacca (66’ Krstovic). All. Palladino
Athletic Club (3-4-3): Unai Simon; Lekue, Vivian, Paredes; Gorosabel (81’ Areso), Jauregizar (59’ Vesga), Rego (59’ Galarreta), Boiro (46’ Sancet); Navarro, Guruzeta, Gomez (68’ Serrano). All. Valverde
Arbitro: Makkelie (Olanda)
Ammoniti: 22’ Vivian (AB), 54’ Jauregizar (AB), 94’ Carnesecchi (A)