Il nuovo decreto sicurezza annunciato dal governo Meloni ha scatenato la dura reazione del Partito Democratico, che accusa l’esecutivo di puntare ancora una volta su propaganda e misure simboliche, senza affrontare le cause reali dell’insicurezza percepita dai cittadini. Secondo i dem, dopo tre anni di governo la distanza tra annunci e realtà sui territori è sempre più evidente.
Mauri: “Governo inventa nuovi reati solo per propaganda”
“La percezione di insicurezza dei cittadini è in crescita, mentre il governo continua a rispondere con slogan e propaganda”, afferma il deputato democratico Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Pd. Per Mauri l’esecutivo vive una contraddizione evidente: dopo aver alimentato per anni una retorica emergenziale sulla criminalità, oggi prova a rassicurare senza però mettere in campo soluzioni strutturali.
“Si continuano a inventare nuovi reati e a varare decreti sicurezza con un’impostazione ideologica e securitaria, utili solo alla propaganda”, sostiene.
Nel mirino del Pd c’è soprattutto l’assenza di investimenti. “Nella legge di bilancio non c’è un euro in più per rafforzare il presidio del territorio, migliorare i salari o aumentare gli organici delle forze dell’ordine”, denuncia Mauri, ricordando che nel 2025 il numero dei poliziotti in servizio è diminuito di circa 1.500 unità, con le nuove assunzioni incapaci di compensare i pensionamenti. Una dinamica che, secondo i democratici, ha indebolito soprattutto le grandi città e le aree più esposte al rischio.
La linea del Pd è netta: la sicurezza non si costruisce con decreti spot o con l’inasprimento delle pene, ma con un equilibrio tra prevenzione e repressione.
“Sono due pilastri inseparabili”, ribadisce Mauri. “Servono investimenti veri sulle forze dell’ordine e sulle politiche sociali dei Comuni, non tagli e norme manifesto”.
Pd: “Decreto sicurezza ennesima conferma del fallimento della destra”
Critiche condivise dalla segretaria del Pd Elly Schlein, che mette in guardia anche dai possibili profili di incostituzionalità del pacchetto sicurezza, in particolare per quanto riguarda il trattamento dei minori.

“La sicurezza non si garantisce solo con i decreti penali, ma investendo nel sociale, nelle scuole e nella riqualificazione delle periferie”, è la posizione del partito.
Sulla stessa linea la capogruppo dem alla Camera, Chiara Braga, che parla di un uso strumentale del tema sicurezza:

“Non si può usare come arma di distrazione di massa dai problemi economici e sociali del Paese”.
Braga punta il dito contro lo smantellamento del sistema di accoglienza diffusa e contro il mancato rafforzamento del presidio territoriale, sottolineando come la responsabilità venga scaricata sui Comuni senza risorse adeguate.
Ancora più duro il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia:

“Il governo Meloni non è il governo della sicurezza. Non è mostrando la faccia feroce o repressiva che si affronta un problema così complesso”.
Secondo Boccia, senza politiche sociali contro le diseguaglianze, senza un sistema di accoglienza funzionante e senza scelte concrete su organici e salari delle forze dell’ordine, non può esistere una vera strategia di sicurezza.

Il Pd rivendica invece un approccio alternativo: più agenti sul territorio, un piano straordinario di assunzioni, investimenti nella prevenzione sociale e norme efficaci contro la diffusione dei coltelli tra i giovani, come la proposta già depositata dai democratici e che, accusano, il governo “finge di non conoscere”.
“La valutazione sarà semplice”, conclude Mauri. “Ci saranno risorse per le forze dell’ordine? Ci saranno fondi per la prevenzione nei Comuni? O sarà l’ennesimo elenco di nuovi reati e inasprimenti di pena? In assenza di risposte concrete, il decreto sicurezza sarà solo l’ennesima conferma del fallimento delle politiche della destra”.