Voghera (PV)

Addio a Valentino Garavani, lo stilista che ha fatto sognare il mondo era nato a Voghera

Il rosso Valentino, la femminilità e l’eleganza senza tempo: il grande stilista si è spento a 93 anni

Addio a Valentino Garavani, lo stilista che ha fatto sognare il mondo era nato a Voghera

Valentino Garavani, icona mondiale della moda, nato a Voghera nel 1932 si è spento a 93 anni, lasciando un’eredità di eleganza, femminilità e innovazione sartoriale. Il suo stile inimitabile, simbolo del rosso Valentino, ha vestito star, regine e muse di ogni epoca.

Addio a Valentino Garavani

Valentino Garavani, il celebre stilista italiano noto semplicemente come Valentino, si è spento all’età di 93 anni nella sua residenza romana, circondato dall’affetto dei suoi cari. Con lui se ne va un pezzo di storia della moda: cinquant’anni di creatività, eleganza e raffinatezza che hanno definito intere generazioni.

“Ho realizzato il sogno della mia vita, creare abiti femminili”, scriveva di sé stesso, sintetizzando un percorso che ha trasformato la moda in arte.

La camera ardente sarà allestita a Roma in Piazza Mignanelli 23, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio 2026, mentre i funerali si terranno venerdì 23 gennaio 2026 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

Gli inizi a Voghera e il sogno di Parigi

Nato l’11 maggio 1932 a Voghera, Valentino mostrò fin da bambino un talento innato per lo stile e l’eleganza. Tra i pomeriggi trascorsi nel negozio di passamaneria della zia Rosa, cominciò a giocare con stoffe e colori, sviluppando una passione che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. A 17 anni, grazie al sostegno dei genitori, si trasferì a Parigi per studiare alla Chambre syndicale de la haute couture. Qui, tra gli atelier di Jean Dessès e Guy Laroche, Valentino affinò la sua tecnica e coltivò la certezza di voler fondare una maison tutta sua.

Ma Parigi non fu solo moda: tra lezioni di danza e incontri con le icone dell’epoca – da Brigitte Bardot a Jane Fonda, da Maria Félix alla regina Federica di Grecia – Valentino respirò bellezza in ogni forma, trasformando la sua irrequietezza interiore in inesauribile creatività.

Valentino e Giorgio Armani (foto Facebook)

Roma e l’incontro con Giancarlo Giammetti

Nel 1957 aprì la prima boutique a Roma, in via Condotti. L’esordio fu modesto, ma la svolta arrivò con l’incontro con Giancarlo Giammetti, futuro socio e compagno di vita. Valentino avrebbe concentrato la sua energia sulla creatività, mentre Giammetti gestiva gli aspetti organizzativi e finanziari: un sodalizio destinato a durare mezzo secolo.

Il successo arrivò rapidamente: nel 1962, la presentazione alla Pitti Uomo catturò l’attenzione dei buyer internazionali, segnando l’inizio di una carriera che avrebbe consacrato Valentino come simbolo assoluto di classe e raffinatezza.

Mr. Valentino in Tuscany with one of his pet pugs, 1989 – Photo by Lord Snowdon (fonte Facebook)

Il rosso Valentino

Valentino non vestì solo il corpo, ma anche l’immaginario collettivo. Da Jacqueline Kennedy, per il suo matrimonio con Onassis, a Liz Taylor e Farah Diba, le sue creazioni hanno accompagnato matrimoni reali, red carpet e fughe leggendarie. Le principesse, le attrici e le first lady scelsero il suo stile, mentre il rosso Valentino – tonalità tra carminio, porpora e cadmio – divenne simbolo della sua visione estetica: “

Il rosso è vita, passione, amore. Una donna vestita di rosso è meravigliosa, è l’eroina”.

Negli anni Settanta Valentino portò la sua firma oltre la passerella, dalle divise TWA alle licenze internazionali, aprendo boutique in tutto il mondo e diventando un vero e proprio brand globale. Collaborazioni artistiche con Andy Warhol e eventi spettacolari a Parigi e New York consolidarono il suo status di icona.

Ma la moda non fu mai fine a se stessa: Valentino fondò l’Accademia Valentino e l’associazione L.I.F.E., dedicandosi a iniziative culturali e sociali, dalla promozione dell’arte alla raccolta fondi per la ricerca sull’AIDS. Il suo “Peace Dress” del 1991 rimane simbolo del suo impegno civile, una creazione in cui moda e messaggio universale si incontrano.

Valentino e le modelle vestite di “Rosso Valentino” (foto Facebook)

Il ritiro

Dopo 45 anni di attività, Valentino si ritirò nel 2007 con una festa di tre giorni tra Roma e Parigi, celebrando la sua carriera con una spettacolare retrospettiva all’Ara Pacis. Il marchio continuò a evolversi con diversi direttori creativi, senza mai perdere l’impronta dello stilista che, pur lontano dal clamore mediatico, continuò a disegnare costumi per l’opera e collaborazioni artistiche.

Perfettamente coerente con il suo credo estetico, Valentino ha vissuto come ha creato: con cura maniacale per il dettaglio, passione per la bellezza e una dedizione totale alla femminilità. Uomo riservato e perfezionista, ha saputo trasformare la moda in un linguaggio universale, lasciando un’eredità che nessuna passerella potrà mai cancellare.

Un “grandissimo” della moda

“Ci lascia un altro ‘grandissimo’ della Moda. Originario di Voghera, ha contribuito in maniera importante all’affermazione del Made in Italy nel mondo”.

Così il presidente Attilio Fontana, a nome della Giunta regionale della Lombardia, nel rivolgere le più sentite condoglianze ai familiari, ricorda Valentino Garavani.

“Con uno stile inconfondibile – ha aggiunto Attilio Fontana – ha segnato la storia dell’eleganza, dimostrandosi sempre attuale e sensibile al cambiamento dei tempi, senza però mai perdere la propria identità”.

Inarrivabile e inimitabile il suo ‘Rosso Valentino’” ha concluso il governatore.

“Voghera perde uno dei suoi figli più illustri”

Con la scomparsa di Valentino Garavani, Voghera perde uno dei suoi figli più illustri, il mondo perde un protagonista assoluto della cultura contemporanea, del gusto, della bellezza intesa come valore universale.
Valentino non è stato soltanto uno stilista. È stato un creatore di visioni, un interprete del suo tempo, un uomo capace di trasformare l’eleganza in linguaggio culturale, attraversando decenni, mode e generazioni senza mai perdere identità, misura e profondità. La sua fama ha superato i confini della moda per entrare nella storia del costume, dell’arte e dell’immaginario collettivo.
Nato a Voghera l’11 maggio 1932, ha portato con sé, in ogni parte del mondo, un’idea di bellezza rigorosa e gentile, costruita con talento, studio e dedizione assoluta. Dalla formazione tra Milano e Parigi alla scelta di Roma come patria d’elezione, Valentino ha saputo affermarsi con forza e grazia, diventando simbolo dell’alta moda italiana nel mondo e punto di riferimento per intere generazioni di creativi.
Come Amministrazione comunale siamo riusciti in virtù della sinergia con la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti a rendere omaggio a questa straordinaria eredità culturale dedicandogli il nostro teatro cittadino nel momento della sua riapertura, un’altra luce che Valentino ha contribuito a riaccendere. Una scelta non casuale, ma profondamente sentita: intitolare il teatro a Valentino Garavani, con il suo forte sostegno, ha significato restituire alla città un luogo di cultura legandolo a una figura che ha fatto della bellezza, dell’arte e dell’eccellenza una missione di vita.
Quel gesto rappresenta l’amore di Voghera per la cultura e per la propria storia, ma anche il riconoscimento di un figlio che, pur vivendo nel mondo, non ha mai smesso di appartenere alla sua città natale. Il Teatro Valentino Garavani continuerà a essere uno spazio aperto, vivo, inclusivo, in cui le emozioni, i linguaggi e le arti dialogano, proprio come Valentino ha sempre saputo fare nella sua lunga carriera.
A nome dell’intera comunità vogherese esprimo il più profondo cordoglio e la gratitudine per ciò che Valentino Garavani è stato e continuerà a essere. La sua eleganza, il suo stile, la sua visione resteranno patrimonio condiviso, esempio e ispirazione per le generazioni future. Esprimo le condoglianze a nome della città a Giancarlo Giammetti, ai parenti e ai tanti amici di Valentino in tutto il mondo”.

Queste le parole di Paola Garlaschelli, Sindaco di Voghera.

“Suo nome è per tutti sinonimo di eleganza

“Con Valentino perdiamo uno degli italiani più famosi e apprezzati. Dalle sue origini a Voghera, il suo nome ha fatto il giro del mondo ed è diventato per tutti sinonimo di eleganza, raffinatezza, qualità. Ha regalato alla moda e al Made in Italy un tratto distintivo, che rimarrà nella memoria collettiva. Le mie condoglianze ai suoi cari e ai suoi collaboratori”.

Lo scrive sui social il vicepresidente del Senato e senatore della Lega, Gian Marco Centinaio.

“Ciao, Valentino”

“Ciao Valentino. Da vogherese, in questo momento sento un vuoto profondo. La scomparsa di Valentino Garavani, concittadino illustre, tocca in modo particolare chi condivide la sua stessa origine. Partito da Voghera, ha saputo portare nel mondo un talento straordinario, lasciando un’impronta decisiva nella storia dell’alta moda. Con misura, rigore e visione, ha trasformato il suo lavoro in un linguaggio universale. Voghera lo saluta con rispetto. Resta la gratitudine per ciò che ha rappresentato e un’eredità che non ha bisogno di parole”.

Così Elena Lucchini, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità della Regione Lombardia.

“La moda piange la scomparsa di una sua stella”

“La moda italiana piange la scomparsa di una delle sue stelle. La Lombardia, con Voghera, dov’era nato, e Milano, dove ha iniziato a costruire i suoi successi, non dimenticherà mai il talento di questo Maestro della Moda”.

Così Debora Massari, assessore alla Moda di Regione Lombardia, ricorda Valentino Garavani.

“Con il suo talento e l’amore per la bellezza – ha aggiunto Massari – ha saputo raccontare al mondo l’eleganza e lo spirito creativo che da sempre contraddistinguono il Made in Italy. La sua visione ha ispirato generazioni di stilisti, creativi e appassionati, lasciando un’impronta indelebile”.