673 sanzioni amministrative per un totale di 1.049.000 euro, 396 tonnellate di alimenti sequestrati, 54 persone denunciate e 297 esercenti segnalati alle autorità competenti. È questo quanto emerso dal bilancio delle attività svolte dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri di Cremona nel 2025.
Gravi carenze riscontrate
Il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri di Cremona ha illustrato le attività condotte nel corso dell’anno, delineando un quadro di interventi capillari che hanno interessato ristoranti, laboratori di produzione, supermercati, depositi e attività commerciali di ogni dimensione.
Operazioni svolte al fine di garantire maggiore sicurezza per i cittadini, nel rispetto degli standard previsti dalla normativa.
Le verifiche hanno messo in luce soprattutto gravi irregolarità igieniche, la mancata applicazione dei protocolli HACCP e casi di prodotti scaduti o privi di qualsiasi riferimento alla loro provenienza. In più situazioni sono stati individuati alimenti che, per condizioni di conservazione o caratteristiche, avrebbero potuto rappresentare un rischio concreto per i consumatori.
400 tonnellate di alimenti sequestrati
Il capitolo più significativo riguarda i sequestri: 396.258 chili di prodotti – carne, pesce, latticini, prodotti da forno e preparazioni varie – tolti dal mercato perché conservati in modo improprio, privi di etichettatura o giudicati non sicuri.
La mancanza dei requisiti minimi per proseguire l’attività, riguardo alle condizioni igieniche e strutturali, ha fatto scattare l’intervento immediato dei NAS con i provvedimenti necessari. In 24 casi, infatti, sono state disposte sospensioni o chiusure, misure ritenute necessarie per tutelare la salute pubblica.
Le denunce
Dal punto di vista penale sono scattate 54 denunce per reati che vanno dalla frode in commercio alla somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione, oltre a violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene.
Il quadro tracciato dal NAS di Cremona conferma un’attività di controllo intensa e continuativa, che ha richiesto verifiche tecniche, sopralluoghi mirati e un monitoraggio costante dei punti più sensibili della filiera. Un lavoro che proseguirà anche nel 2026, con l’obiettivo di mantenere alta la soglia di attenzione e garantire standard elevati di sicurezza alimentare.