L’Ateneo di Verona ha avviato la procedura per annullare il concorso di Riccardo Nocini, figlio dell’ex rettore Pier Francesco Nocini, nonostante la rettrice avesse detto che la procedura era formalmente corretta.
Avviato l’annullamento del concorso di Riccardo Nocini
Il caso è scoppiato a fine dicembre quando Als-Fattore2a Ets e Bandiuniversità hanno denunciato il concorso di Nocini jr, quello con cui è diventato professore ordinario di Otorinolaringoiatria del Dipartimento di Scienze chirurgiche, odontostomatologiche e materno-infantili.
Inizialmente, la rettrice dell’Univr, Chiara Leardini, aveva difeso il concorso, ma adesso ha avviato la procedura per l’annullamento d’ufficio. Tuttavia, il caso ha attirato anche l’attenzione della Procura di Verona che sta indagando per individuare gli eventuali responsabili che hanno portato Nocini a diventare professore all’età di soli 33 anni.
Inoltre, nonostante la giovane età, sarebbe riuscito a pubblicare ben 271 ricerche secondo Reaserchgate, 189 delle quali solo nel portale dell’Ateneo. Di fatto, saranno analizzate anche quelle visto che molti suoi colleghi universitari ne hanno firmate un numero decisamente inferiore nonostante l’anzianità.
Le altre incongruenze
Sotto esame c’è anche il concorso stesso, soprattutto per quanto riguardo l’iter amministrativo e la commissione che ha valutato Riccardo Nocini, l’unico candidato. In particolare, possiamo trovare: Anna Rita Fetoni dell’Università Federico II di Napoli, Daniele Marchioni dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Ottavio Piccin dell’Università di Trento.
Il principale “indiziato” sarebbe proprio il prof Marchioni che ha ricoperto il ruolo di Direttore di Otorinolaringoiatria all’ospedale di Borgo Trento dal 2015 al 2021. Per di più, dal 2014 al 2021, è stato il diretto del della scuola di specializzazione di Otorinolaringoiatria dell’Univr, proprio quando Riccardo era ancora uno specializzando, cioè da 2019 al 2023. Come se ciò non bastasse, i due hanno cofirmato diversi articoli scientifici.
Un altro problema sarebbe emerso analizzando il bando di concorso stesso. Nello specifico, l’Università avrebbe inizialmente eseguito l’iter amministrativo sul comma 4 della cosiddetta legge Gelmini, che riserva dei posti come docenti a professori esterni all’Ateneo. Tuttavia, la selezione sembra che sia stata basata sul comma 4-ter dello stesso articolo, che assegna un numero di posti da professori ordinari a studiosi abilitati che non sono già professori ordinari.
L’Associazione Liberi Specializzandi e Bandiuniversita.it hanno cantato vittoria con un post su Instagram, ringraziando anche Andrea Crisanti e Marianna Ricciardi per la loro interrogazione parlamentare. Infatti, hanno scritto:
” 🎉 VITTORIA! 🎊 La dedichiamo a tutti coloro che hanno subito ricatti, minacce e illegalità dai baroni universitari. Siamo certi che tutti i responsabili ed i correi saranno puniti e probabilmente non sarà l’unica testa che cadrà a Verona. NOCINI è il primo di una lunga serie: abbiamo aperto già diversi dossier in altre università. Continuate a sostenerci, supportarci e soprattutto segnalarci le illegalità! Occorre una RIFORMA del sistema di reclutamento degli universitari che metta fine al Baronato!
DIFFONDIAMO!”.
Le associazioni si sono anche dette soddisfatte proprio perché la rettrice sembra che voglia andare fino in fondo alla faccenda, anche per non infangare il nome dell’Università. Tuttavia, Riccardo Nocini può fare ricorso presentando documenti e memorie scritte.
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