LEAL denuncia la morte del pastore tedesco Black a Casalmaggiore, sostenendo che i carabinieri avrebbero usato violenza ingiustificata sui cani. L’associazione presenta testimonianze e video e annuncia azioni legali.
Black, ucciso da un carabiniere
La morte del pastore tedesco Black, (foto di copertina) avvenuta il 10 gennaio 2026 a Vicobellignano, frazione di Casalmaggiore, sta scuotendo la comunità locale. L’associazione LEAL ha annunciato un significativo sviluppo nell’inchiesta, sostenendo di possedere nuove testimonianze scritte e filmati che ricostruirebbero una dinamica drammatica e, se confermata, di estrema gravità.
Manganelli in mano
Secondo quanto raccolto da LEAL, automobilisti e passeggeri presenti sul luogo hanno dichiarato che i militari, appena arrivati sul posto, sarebbero scesi dall’auto di servizio con i manganelli in mano. Uno dei carabinieri alla guida, sempre secondo i testimoni, avrebbe iniziato a colpire i cani senza apparente motivo.
I due pastori tedeschi, un anno ciascuno, fino a quel momento si muovevano tra le auto in modo pacifico, anche se visibilmente ansiosi, alla ricerca dei proprietari. Le immagini video acquisite dall’associazione sembrerebbero confermare questa versione.
Il testimone L.M. evidenzia:
“Il carabiniere alla guida è sceso dall’auto e, senza alcuna ragione, ha estratto il manganello e ha iniziato a colpire entrambi i cani. Una ragazza da un’auto dietro ha gridato: ‘Non picchiarli!‘.”
Alla fine nel corso delle operazioni, uno dei due cani, il pastore tedesco di nome Black, è stato ucciso da un colpo di pistola. L’altro animale, Nebbia, è sopravvissuto.
“Reati di maltrattamento”
L’associazione ha già predisposto un accesso agli atti per ottenere il verbale di servizio e ha affidato ai propri legali il compito di depositare una denuncia formale. Cinque testimoni scritti e due filmati saranno messi a disposizione delle autorità giudiziarie, con la possibilità che i testimoni stessi compaiano in aula.
Roberto Brognano, responsabile Maltrattamento e Randagismo di LEAL, ha dichiarato:
“Se i fatti verranno confermati così come descritti, saremmo di fronte ai reati di maltrattamento e uccisione di animale senza necessità (art. 544-ter e 544-bis c.p.). Per far fronte a questi eventi le Forze dell’Ordine devono essere formate opportunamente e, in ogni caso, optare per metodi non violenti o richiedere l’intervento di personale sanitario competente. Qualora i militari, con responsabilità diverse, risultassero responsabili, ci troveremmo davanti a una condotta di una gravità inaudita: comportamenti che, se accertati, risulterebbero lontani dai valori di sensibilità che l’Arma solitamente dimostra. LEAL non farà sconti: pretendiamo giustizia per la morte di Black e per il trauma inflitto a Nebbia”.