Nelle scorse settimane, Raffaele Palladino lo ha detto più volte: non c’è tempo di lavorare molto sul campo, si cerca di sistemare qualche dettaglio e di preparare le partite, ma è molto diverso dal poter costruire qualcosa negli allenamenti di tutti i giorni.
Tra Pisa (16 gennaio) e Bilbao (21 gennaio), la nuova Dea allenata dal classe 1984 di Mugnano vivrà però una situazione relativamente nuova, con l’ex condottiero di Fiorentina e Monza che potrà finalmente provare a “mettere dentro” qualcosa in più di suo.
Non che fino ad ora non lo abbia fatto, ma è evidente come certi percorsi – da Zalewski “alla Papu” fino alla conferma di Scalvini e Ahanor titolari, così come esperimenti tattici diversi (tipo la difesa a 4) – possono essere percorsi solo attraverso il lavoro giornaliero al Centro Bortolotti. E tra Pisa e Bilbao ci saranno più giorni del solito per farlo.
Palladino, dopo il Torino, ha confermato come sul piano atletico si sia lavorato molto e che i risultati già si vedono. La sensazione è che pian piano, a distanza di circa due mesi dal suo arrivo, il mister stia riuscendo sia a mettere in pratica il calcio che gli piace e vede cucito bene addosso alla rosa, sia a trasferire alcune delle sue idee per migliorare un gruppo che ha automatismi e concetti ormai radicati nel tempo dopo il lavoro con Gasperini.