“E’ stato come se sulla mia testa fosse passato un aereo militare”, è questo il primo ricordo di Barbara della notte del 26 dicembre quando un intero versante di roccia si è staccato dal fronte portando con sé le reti paramassi e sfondando la galleria tra il Dossello e l’abitato della piccola frazione di Sonvico.
Barbara Ciardi gestisce l’agriturismo l’Alveare sul Lago insieme al marito e al cognato, una perla di pace tra il lago e la montagna che da quella notte vive un incubo. Sono da poco passate le dieci di una domenica mattina quando raggiungo Barbara al telefono per capire come si vivono momenti come questi, che quando li senti raccontare da altri sembrano essere sempre così lontani dalla realtà.
“Cosa vuoi che ti dica? Adesso è sicuramente tutto molto più problematico… se prima per scendere in centro a Pisogne impiegavamo dieci minuti, adesso ce ne mettiamo 50 perché dobbiamo passare in tutta la vallata, dobbiamo risalire a Fraine, arrivare in Val Palot, poi a Croce Marino, Passabocche, Grignaghe, Pontasio e poi scendere a Pisogne”.
I vostri social in questi giorni sono stati attivi, qualcuno è venuto a trovarvi? “Abbiamo lavorato l’ultima sera dell’anno, perché avevamo delle prenotazioni e i clienti fortunatamente non hanno disdetto e hanno comunque deciso di venire a trovarci nonostante le difficoltà. Se per la parte del ristorante abbiamo continuato a lavorare, non è lo stesso per le camere, dal 26 dicembre è arrivata una disdetta dietro l’altra e ovviamente nessuno ha più chiesto di venire. Dal 6 gennaio abbiamo chiuso fino a data da destinarsi”.
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Barbara e il suo agriturismo chiuso dopo la frana: “Sembrava il rumore di un aereo militare”