Osio Sotto (BG)

Dopo i botti di Capodanno, arrivano le polemiche (sia a Osio Sotto, sia a Osio Sopra)

L’ordinanza di Osio Sopra ha vietato petardi per 24 ore, generando polemiche e richieste di chiarimento; a Osio Sotto, invece, nessuna restrizione

Dopo i botti di Capodanno, arrivano le polemiche (sia a Osio Sotto, sia a Osio Sopra)

Il tema dei botti di Capodanno ha acceso un dibattito tra Osio Sopra e Osio Sotto, dividendo cittadini e amministrazioni su una questione che ogni anno torna puntuale. A Osio Sopra, il 30 dicembre, l’Amministrazione comunale ha diffuso sui social una comunicazione chiara e perentoria: niente petardi, botti o fuochi d’artificio su tutto il territorio comunale.

Il divieto, disposto con l’ordinanza sindacale n. 75 del 23 dicembre 2025, è stato in vigore dalle 12 del 31 dicembre alle 12 del 1° gennaio, con l’obiettivo dichiarato di tutelare la sicurezza delle persone, degli animali e dell’ambiente.

Il messaggio, firmato dal sindaco Luca Colleoni e dall’Amministrazione comunale, invitava a festeggiare in modo responsabile. Tuttavia, la pubblicazione ha scatenato numerose reazioni. Tra i commenti, c’è chi ha chiesto chiarimenti sull’applicazione del divieto: «Vale anche per chi li vende sul nostro territorio? Puntualmente al parco del Brembo iniziano a spararli cinque giorni prima, vicino a stalle piene di animali», osserva un utente.

Altri hanno definito l’ordinanza «ipocrita» o «bizzarra», sostenendo che, se il problema sono i fuochi, il divieto dovrebbe valere tutto l’anno, comprese feste patronali, matrimoni o ricorrenze. Non sono mancati però commenti di sostegno, incentrati sull’inquinamento, sugli sprechi economici e soprattutto sulla sofferenza degli animali.

Poco dopo lo scoccare del nuovo anno, la consigliera di Osio Sopra Fulvia Martinelli ha pubblicato un video raffigurante lo scoppio di fuochi d’artificio nonostante il divieto, accompagnato da parole dure sul mancato senso civico e sulla scarsa tutela dei più fragili, ringraziando il sindaco per aver provato a proteggerli.

Sull’effettiva applicazione delle sanzioni però (…)

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