Nembro (BG)

La storia di Zara, il cane fuggito la notte di Capodanno a Nembro per colpa dei fuochi d’artificio

È scappata nella notte. Il padrone le è passato accanto senza saperlo: «Ci dividevano solo quindici minuti». Il lieto fine il giorno dopo nel bosco

La storia di Zara, il cane fuggito la notte di Capodanno a Nembro per colpa dei fuochi d’artificio

Solo quindici minuti. Tanto è mancato perché Michele e Zara si ritrovassero nel bosco, mentre uno cercava l’altra senza saperlo. È questa la coincidenza che rende speciale la storia del cane scappato nella notte di Capodanno a Gavarno di Nembro e ritrovato il giorno dopo, sano e salvo.

Una fuga nata dai botti, una lunga notte di ricerche e poi quel dettaglio incredibile: padrone e cane erano vicinissimi, separati solo da un quarto d’ora di strada. «Quando l’ho capito mi sono venuti i brividi – racconta il proprietario Michele -. Eravamo lì, praticamente uno dietro l’altra».

La fuga dopo mezzanotte

Zara, quattro anni, è un pastore australiano, un cane da appartamento, abituato alla vita di casa. Ma la notte di Capodanno basta poco per far saltare ogni equilibrio. «Pensavo che i botti fossero finiti – spiega il nembrese -. L’ho fatta uscire un attimo per i bisogni e invece è partita un’altra raffica di fuochi». Un rumore improvviso e Zara scappa. «Ho aperto la porta per rientrare in casa, ma lei è partita di colpo, si è messa correre oltrepassando il giardino, dritta verso i boschi».

Da quel momento inizia l’incubo. «Zara non era mai scappata prima. Eravamo tutti fuori a cercarla: io, mia moglie, i miei genitori. Abbiamo cercato fino alle quattro del mattino». Giri a piedi per strade, sentieri, boschi, chiamandola di continuo. Ma del cane, nessuna traccia. In tarda mattinata, dopo poche ore di sonno, anche un amico addestratore con alcuni cani si è unito alla ricerca. Ma quando diventa chiaro che Zara non si trova, Michele passa ai social. «Ho messo l’annuncio e già in poche ore centinaia di visualizzazioni e condivisioni. Abbiamo fatto anche la segnalazione ai carabinieri».

Quindici minuti

La svolta nella ricerca arriva grazie all’altro cane di famiglia, un pitbull cresciuto insieme a Zara. «Io sono convinto che sia stato lui a salvarla». Durante le ricerche, infatti, Michele era entrato nel bosco con l’altro cane. «Secondo me Zara ha sentito e seguito il suo odore. Sono cresciuti insieme, sono come fratelli».

Ed è qui che entra in gioco la coincidenza dei quindici minuti (…)

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