Verolengo (TO)

Rubano il fiocco nascita fatto a mano: lo sfogo della neomamma

Il fiocco aveva un grande valore affettivo per Daniela Ponzo e la sua famiglia: "Restituitecelo, o diteci se lo avete distrutto"

Rubano il fiocco nascita fatto a mano: lo sfogo della neomamma

C’è un limite alla «goliardia» e alla mancanza di rispetto, e quel limite è stato ampiamente superato la notte di Capodanno in via Leonardo da Vinci a Verolengo.
Mentre la città festeggiava l’arrivo del nuovo anno, qualcuno si è introdotto nell’androne di una palazzina per compiere un gesto tanto piccolo quanto crudele: rubare il fiocco di una bimba nata solo pochi giorni prima, il 29 dicembre.

Rubano il fiocco nascita fatto a mano: lo sfogo della neomamma

«Ci è stato rubato il fiocco nascita la sera di Capodanno. Il fiocco – inizia così lo sfogo della neomamma Daniela Ponzo – era appeso alla porta di casa di mia madre, all’interno dell’androne delle scale, in via Leonardo da Vinci e non aveva delle decorazioni.
Era un fiocco che non aveva le decorazioni, l’ho fatto io a mano per la mia bambina nata il 29 dicembre e qualcuno è entrato nella palazzina e lo ha rubato».

“Rivorrei il fiocco di mia figlia”

Come aveva già detto nel post apparso sui social il giorno seguente al furto, Daniela ribadisce che: «Non mi interessa sapere chi è stato ma rivorrei il fiocco di mia figlia, se lo avete distrutto scrivete almeno un biglietto per farci sapere che non c’è più possibilità di riaverlo, anche anonimo. Mettere un bigliettino nella buca delle lettere almeno ci mettiamo l’anima in pace.
Era importante per mia madre e io l’ho fatto con amore, è il fiocco di una bimba, abbiate un minimo di dignità ed onestà.
Ripeto, non mi interessa chi sia stato, ma voglio sapere se posso riaverlo o meno. Per noi aveva un valore affettivo. Io lo ho realizzato con cura e con impegno e per mia mamma era motivo di orgoglio avere il fiocco nascita della propria nipote esposto. Ho subito pesato che fosse stata una brava di un giovane o di una persona ubriaca e che magari dopo che si era resa conto di quello che aveva fatto si sarebbe pentita e quindi aspetto che ci venga data una spiegazione. Ribadisco, anche in forma anonima. Oltretutto non mi capacito di come possano essere entrati nell’androne di una palazzina per portarsi via il fiocco. Davvero non c’è limite alla bassezza».

Resta l’interrogativo su cosa possa spingere qualcuno a sottrarre un simbolo di vita e di gioia. La speranza è che questo appello possa toccare le corde giuste e che il fiocco — simbolo di un inizio — possa tornare alla sua famiglia, chiudendo questa brutta parentesi di inizio anno con un gesto di tardivo ma necessario pentimento.