Coccaglio (BS)

Ex Acli Casa, il Comune di Coccaglio verso l’acquisto del terreno

Il sindaco Luparini: «Un atto dovuto», responsabilità e risanamento dopo anni di contenziosi legali e ambientali

Ex Acli Casa, il Comune di Coccaglio verso l’acquisto del terreno

Un’ offerta simbolica di 1000 euro per comprare il terreno dell’Ex Acli Casa: «un atto dovuto», ha spiegato il sindaco di Coccaglio Monica Lupatini, per chiudere un annoso capitolo che si è trascinato per quasi due decenni, con epicentro in via Vigorelli.

Ex Acli Casa, il Comune di Coccaglio verso l’acquisto del terreno

A giugno il Ministero ha dichiarato la liquidazione coatta amministrativa della cooperativa Acli Casa Coccaglio, al centro di uno dei casi urbanistici e ambientali più spinosi per il territorio. Un provvedimento che segue anni di contenziosi legali, battaglie amministrative, sequestri giudiziari e un progressivo deterioramento dei rapporti tra Acli Casa e il Comune di Coccaglio, proprietario originario dei terreni al centro della disputa. La speranza, con la nomina del nuovo curatore, era quella di riaprire un canale di dialogo, che è arrivato. «Il curatore ci ha contattato: l’alternativa era il ritiro del terreno o la restituzione al demanio. Non ritirarlo avrebbe significato lasciarlo in quelle condizioni», ha spiegato il sindaco Monica Lupatini, illustrando il percorso che ha portato l’Amministrazione a valutare «l’opportunità e la necessità di risolvere definitivamente la questione», formulando un’offerta simbolica di 1.000 euro al curatore per acquisire l’area e poter poi intervenire.

Sul ragionamento pesa anche lo stanziamento regionale da oltre un milione di euro destinato alla rimozione dei cumuli di rifiuti derivanti dalle attività di cantiere eseguite da Acli Casa nel 2009, durante la costruzione della palazzina residenziale, e depositati su un terreno di proprietà comunale vicino all’ingresso dell’ex cantiere. Una volta rimossi, i rifiuti saranno avviati a smaltimento o recupero presso impianti autorizzati, mettendo fine a una vicenda che da oltre dieci anni rappresentava una ferita aperta per la comunità di Coccaglio.

Querelle in Consiglio

Una decisione apprezzata anche da Passione Civica e dal capogruppo Ezio Tortelli, che con tono critico non ha mancato però di sottolineare le lungaggini che hanno trascinato la questione per oltre quindici anni, dal 2009 a oggi, ricordando anche il ruolo positivo che Acli Casa aveva rivestito all’epoca: un contrappeso sociale al mercato immobiliare, capace di garantire una casa a circa 140 famiglie, offrendo soluzioni che oggi risultano difficilmente praticabili. Ora, secondo il consigliere, «il Comune ha la possibilità di dimostrare che esiste una vera politica per la casa anche a Coccaglio».

Lungo e articolato l’intervento del consigliere Franco Claretti, all’epoca dei fatti all’opposizione insieme all’attuale sindaco Lupatini. Partendo dalla necessità di rispondere a un volantino diffuso dall’opposizione, Claretti ha ripercorso la vicenda citando atti e sentenze, scandendo anni, nomi e cognomi degli amministratori coinvolti. Una storia che, ha ricordato, non nasce nel 2009 con la scoperta dei rifiuti, ma affonda le radici nel 1985, quando l’U.S.S.L. 35 e la Provincia di Brescia segnalarono al Comune il rinvenimento di una discarica abusiva, poi colmata dall’Amministrazione dell’epoca, trasformata urbanisticamente e infine rivenduta nel 2009 ad Acli Casa. Un dossier dove politica, scelte amministrative e cronaca giudiziaria si intrecciano, dando vita a una vicenda rimasta senza colpevoli – i reati sono andati in prescrizione – ma con una conseguenza chiara: «I contribuenti dovranno pagare 1,2 milioni di euro per un errore che non ha trovato un responsabile». Per questo, ha concluso Claretti, l’acquisto del terreno non è solo una scelta amministrativa, ma un atto di responsabilità.