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Perché il diesel adesso costa più della benzina (e non è solo questione di accise)

Non è un'anomalia passeggera ed è figlia di numerosi fattori

Perché il diesel adesso costa più della benzina (e non è solo questione di accise)

Per anni è stata una certezza per automobilisti e aziende: il gasolio costava meno della benzina. Oggi quella certezza non esiste più. Il diesel ha superato la verde nel prezzo al litro, sorprendendo consumatori e operatori economici.

Non è un’anomalia passeggera né una semplice questione di tasse. Dietro questo sorpasso c’è una storia fatta di domanda globale, raffinerie chiuse, equilibri geopolitici cambiati e transizione energetica.

Un carburante che muove l’economia

Il gasolio non è solo il carburante di milioni di auto. È soprattutto il motore invisibile dell’economia reale.

Ogni giorno alimenta:

  • camion che trasportano merci
  • autobus e trasporto pubblico
  • trattori e macchine agricole
  • navi e logistica internazionale
  • impianti di riscaldamento in molte aree.

Questo significa una cosa semplice: la domanda di gasolio non si ferma, nemmeno quando i prezzi salgono. La benzina, legata quasi solo alla mobilità privata, è invece più sensibile ai rincari.

Meno raffinerie, meno gasolio

Negli ultimi dieci anni l’Europa ha cambiato pelle energetica. Molte raffinerie sono state chiuse o riconvertite, soprattutto quelle meno efficienti.

Il problema è che:

  • produrre gasolio è più complesso che produrre benzina
  • l’Europa oggi consuma più gasolio di quanto ne raffini
  • una parte crescente deve essere importata.

Quando l’offerta è rigida e la domanda resta alta, i prezzi salgono. Ed è esattamente quello che è successo.

Lo shock del 2022 e il vuoto lasciato dalla Russia

C’è un momento preciso in cui l’equilibrio si è spezzato: il 2022.

Prima della guerra in Ucraina, la Russia era uno dei principali fornitori di gasolio raffinato per l’Europa. Con le sanzioni:

  • quelle forniture sono scomparse quasi da un giorno all’altro
  • l’Europa ha iniziato a comprare gasolio da Stati Uniti, Medio Oriente e India
  • i costi di trasporto e la concorrenza globale sono aumentati.

Il gasolio è stato colpito più della benzina, perché la dipendenza è maggiore proprio su questo prodotto.

Transizione energetica: un effetto collaterale poco raccontato

Le politiche ambientali puntano a ridurre l’uso dei combustibili fossili, ma nel breve periodo hanno creato un effetto paradossale.

Il diesel è considerato più inquinante per NOx e polveri sottili. Questo ha portato a:

  • meno investimenti in nuovi impianti
  • maggiore cautela delle aziende del settore
  • offerta futura più limitata.

La domanda, però, non è diminuita allo stesso ritmo. E quando domanda e offerta si muovono in direzioni opposte, il prezzo diventa la variabile di compensazione.

E le tasse? Non sono il vero colpevole

In Italia il gasolio ha storicamente avuto accise più basse della benzina. Oggi il divario fiscale non c’è più per effetto della Manovra, che ha accelerato il riequilibrio tra le imposte tra i due carburanti.

Il punto chiave è un altro: anche in Paesi con sistemi fiscali diversi, il gasolio è spesso più caro della benzina. Questo conferma che il fenomeno nasce soprattutto dal mercato internazionale, non dalle politiche nazionali.

Perché il gasolio difficilmente tornerà a costare meno

Guardando ai prossimi anni, il sorpasso del gasolio non sembra destinato a rientrare rapidamente:

  • il trasporto pesante resterà diesel-dipendente ancora a lungo
  • l’Europa continuerà a importare gasolio
  • la transizione energetica sarà graduale, non immediata.

Solo un forte calo dei consumi o un aumento significativo della capacità di raffinazione potrebbero cambiare lo scenario.

In sintesi

Il gasolio è diventato più caro della benzina perché il mondo intorno è cambiato:

  • è il carburante più richiesto dall’economia reale
  • è più difficile da produrre
  • ha perso il suo principale fornitore europeo
  • è penalizzato indirettamente dalla transizione energetica

Capire queste dinamiche aiuta a leggere meglio non solo il prezzo alla pompa, ma le trasformazioni profonde del sistema energetico europeo.