Internazionale

George Clooney diventa francese. Trump lo irride: “Pessimo pronosticatore politico e attore mediocre”

Il duro affondo del presidente: "Non è mai stato una vera star del cinema: era solo un tipo qualunque che si lamentava continuamente del buon senso in politica"

George Clooney diventa francese. Trump lo irride: “Pessimo pronosticatore politico e attore mediocre”

Lo scontro tra Donald Trump e George Clooney continua anche a distanza e si arricchisce di un nuovo capitolo. Al centro della polemica c’è la decisione dell’attore premio Oscar e della sua famiglia di lasciare gli Stati Uniti e trasferirsi stabilmente in Francia, Paese di cui hanno appena ottenuto la cittadinanza. Una scelta che ha riacceso il conflitto con il presidente americano, pronto a trasformare la notizia in un attacco frontale contro Hollywood, i Democratici e anche l’Europa.

Trump: “Clooney ha ottenuto più pubblicità per la politica che per i film”

Nei giorni scorsi Clooney, la moglie Amal Alamuddin Clooney, avvocata internazionale per i diritti umani, e i loro due figli sono diventati ufficialmente cittadini francesi, dopo anni trascorsi tra gli Stati Uniti e la Provenza, dove la famiglia possiede una villa e un vigneto nei pressi di Brignoles. Una decisione non priva di implicazioni politiche, anche perché arriva dopo che l’amministrazione Trump ha sostenuto sanzioni nei confronti di Amal Clooney per il suo coinvolgimento nell’incriminazione del premier israeliano Benjamin Netanyahu per presunti crimini di guerra legati all’invasione di Gaza.

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Donald Trump

Trump ha commentato la notizia con il suo consueto stile su Truth Social, esordendo con un ironico “Buone notizie!“.

George e Amal Clooney, due dei peggiori pronosticatori politici di tutti i tempi, sono diventati ufficialmente cittadini francesi”, ha scritto il presidente, aggiungendo un affondo contro Parigi. “La Francia è purtroppo nel mezzo di un grave problema di criminalità a causa della loro gestione assolutamente orribile dell’immigrazione“.

 

 

Il post si trasforma poi in un attacco diretto alla carriera dell’attore:

Clooney ha ottenuto più pubblicità per la politica che per i suoi pochissimi e assolutamente mediocri film. Non era affatto una star del cinema, era solo un ragazzo qualunque che si lamentava costantemente del buon senso in politica”.

Trump ha anche ricordato il ruolo di Clooney come grande finanziatore democratico e il celebre editoriale pubblicato sul New York Times nel luglio 2024, in cui l’attore aveva invitato Joe Biden a farsi da parte dopo il dibattito televisivo con Trump.

Clooney replica: “America di nuovo grande… da novembre”

La replica di Clooney non si è fatta attendere ed è arrivata con una stoccata ironica. In un’intervista a The Hollywood Reporter, l’attore ha ripreso lo slogan simbolo del trumpismo per ribaltarlo contro il presidente:

“Sono totalmente d’accordo con l’attuale presidente. Dobbiamo rendere l’America di nuovo grande. Cominceremo a novembre“, ha dichiarato, facendo riferimento alle elezioni di midterm del 2026, quando si rinnoveranno Camera e Senato.

George Clooney

Nel frattempo, la naturalizzazione dei Clooney ha acceso un acceso dibattito politico in Francia. La concessione della cittadinanza è avvenuta tramite decreto, pubblicato a fine anno sulla Gazzetta Ufficiale, e ha beneficiato di un iter agevolato previsto dal codice civile per gli stranieri che contribuiscono con il loro “distinto servizio” all’influenza e al prestigio internazionale della Francia. Una scelta difesa dal ministro dell’Interno Laurent Nunez e dal ministero degli Esteri, che hanno sottolineato il contributo culturale e internazionale della coppia.

Critiche anche in Francia

Non sono mancate però le critiche. Marie-Pierre Vedrenne, sottosegretaria agli Interni, ha ammesso di comprendere il malcontento di una parte dell’opinione pubblica: “Capisco la sensazione di un doppio standard. Dobbiamo stare attenti al messaggio che trasmettiamo“, soprattutto alla luce dell’entrata in vigore, dal 1° gennaio, di norme più severe sui requisiti linguistici per ottenere la cittadinanza. Lo stesso Clooney ha riconosciuto che, nonostante centinaia di lezioni, il suo francese resta “tutt’altro che fluente”, mentre Amal Clooney lo parla correntemente.

La vicenda divide anche l’opinione pubblica francese: c’è chi vede nella naturalizzazione dell’attore un valore aggiunto per il prestigio del Paese e chi, invece, denuncia un trattamento di favore rispetto a migranti e richiedenti asilo sottoposti a regole sempre più rigide.