Mister Fàbregas presenta Bologna-Como: "Mi aspetto una partita molto fisica. Sono preoccupato per Diao"
Il tecnico spagnolo parla in conferenza in vista della trasferta emiliana: appuntamento a sabato 30 agosto, allo stadio dall'Ara.

Il Como sfiderà il Bologna nel prossimo turno di Serie A e mister Cesc Fàbregas ha presentato la gara in conferenza stampa, dal centro sportivo di Mozzate.
Bologna-Como, le parole di mister Fàbregas
Così Fàbregas, oggi - giovedì 28 agosto, in conferenza stampa: "Sarà una partita diversa rispetto a quella contro la Lazio. Il Bologna ha vinto la Coppa Italia, ha fatto una grande stagione l'anno scorso. La rosa è migliorata. Come stanno i ragazzi? Addai ha fatto tre giorni fatti bene. Vediamo se portarlo. Devo parlare con i medici. Abbiamo opzioni per tanti ruoli e vedremo come andrà domani l’ultimo allenamento. Perrone ha avuto crampi. Assane Diao non sta bene, mi preoccupa sinceramente, è una cosa che è legata all’infortunio al piede. E' un giocatore importante, può fare tanti ruoli, si è inserito bene. Ci dobbiamo adattare, ma vedremo. Non voglio sbilanciarmi sui tempi di recupero, ma arriverà un comunicato quando sarà tutto chiaro. Se forzi il recupero, si rischia, ma non sono un dottore, non lo so. Dobbiamo aspettare. Ci sono specialisti appositi. Ha qualcosa attorno alla placca inserita durante l’intervento".
E aggiunge: "Cambi di formazione? Hanno fatto tutti una buona gara, ma non sempre escono partite così. L’avversario è sempre diverso, bisogna adattarsi al loro gioco. Contro la Lazio, con una linea a quattro, siamo stati a volte un po’ statici. Abbiamo sbagliato nella postura e nel tempismo dei difensori centrali durante il gol annullato a Castellanos. La partita è andata bene, siamo stati coraggiosi e questo va bene, ma a volte abbiamo sbagliato coperture e altri dettagli. La Lazio è una squadra che imposta sempre dal basso. Il Bologna, se viene pressato, non lo fa sempre. Hanno giocatori bravi nei contrasti e nelle seconde palle. Dobbiamo organizzarci bene. Tutti meritano di giocare. Faccio i complimenti, ma è già il passato per noi. Dobbiamo crescere perché il calcio dimentica velocemente. Kuhn non è infortunato. Sta tornando in forma, giustamente il Ct della Germania ha bisogno di gente fresca. Devi affidarti alla loro buona condizione. Ma Kuhn sta bene, si allena da 10 giorni, è a disposizione, non per 90 minuti".
Le ultime di mercato a proposito del Como
"Sono stato fortunatissimo ad avere giocatori che lottano per la città e per questa maglia. Patrick Cutrone - pronto ad accasarsi al Parma - lo posso solamente ringraziare. È un prestito, quindi non è detto che andrà via definitivamente. Sono convinto che giocando sempre titolare può fare 10/12 gol. E' stato uno dei grandi protagonisti della promozione in Serie A, facendo 14 gol e 7 assist. Celebre il gol col Venezia. Sono cose che scrivono la storia. Ha dato la vita, sempre. Lui vuole andare al Mondiale. Ma non posso garantire a nessuno il posto. Lui ha una grande mentalità. La Nazionale per lui è un sogno".
Su Gabrielloni: "Poco fa ho parlato con Gabrielloni - richiesto dalla Juve Stabia - Spero di averlo convinto a restare. È una scelta personale. Lui è fondamentale anche se non gioca. Quello che rappresenta, è molto più forte rispetto magari a uno che gioca sempre. Sono convinto che debba rimanere, perché ti dà molto a livello di spirito. È una scelta sua, deciderà oggi penso. Ma spero non se ne vada. Azon è in viaggio, la trattativa si è complicata con l’Ipswich, ma poi si è risolto tutto. Probabilmente oggi si chiude la trattativa. Ci manca un difensore centrale, e anche il secondo portiere. Ignace Van Der Brempt difensore centrale? Sicuro nel futuro lo sarà. È perfetto per noi, ha conduzione, pressing, aggressività. Vojvoda può fare tanti ruoli. È importante riuscire a fare tanti ruoli nella rosa. Fellipe Jack andrà in Serie B, abbiamo solo tre centrali".
L'impatto dei giovani
"Sicuramente investiremo di meno in futuro. Senza dubbio uno step è aumentare il valore dei giocatori. È difficile per me oggi dare dei pronostici, ma piano piano, ogni settimana, vedremo come crescerà la squadra. Non abbiamo speso enormemente. In generale si, ma è un processo. Orgoglioso di Ramon? Lui, così come per Nico Paz, ho buttati entrambi dentro, anche a Nico a Cagliari, subito, l’anno scorso. Ma quando era arrivato era già il più forte. Quella fame permette a Jacobo e ai ragazzi di essere pronti anche quando concedi loro una chance. Li schiero titolari perchè possano subito affrontare la Serie A".
"Noi lavoriamo sempre per ottenere tre punti. Abbiamo creato una rosa competitiva per avere tante soluzioni. Con magari tanti cambi, anche inserendo giocatori per 5 minuti ma che si mangiano il campo. Far entrare Sergi, Alvaro, Smolcic, con quell’energia, anche Caqueret, questa è la nostra forza. Non c’è nessun segreto. Adoperiamo un piano durante l’estate per arrivare in forma. A me piace allenarmi tre volte e poi giocare una partita, oppure fare 3 giorni di fila allenamento forte. Ma dando giorni liberi ai ragazzi. Non mi piace allenarmi sette volte a settimana. Bisogna anche riposare. È una squadra preparata. Vogliamo andare in fondo anche in Coppa Italia, per dare minutaggio a tutti".
La sosta Nazionali
"Ci sono già alcuni pre convocati, 12 in totale. L’anno scorso erano 6-7. Ora è più del 50% della squadra. Rimane qui un 40% della squadra più alcuni ragazzi della primavera. Consigli ai giovani? Devono gestire questa pressione, tutto ciò che dicono di te, nel bene o nel male, devi tenerne conto. Vivendo un giorno alla volta. Sopratutto se devono pensare a diventare top. Io insisto nel migliorare giorno dopo giorno. Tutti questi ragazzi hanno appena iniziato, devono capire che devono godersi il calcio. Sento un bell’ambiente. Sono amici che lottano uno per l’altro".
"Douvikas o Morata dal primo minuto? Non ci sono titolari. Io comunico la formazione due ore prima della partita. Chi è triste o incazzato perché non è titolare, allora non deve distogliere l’attenzione e pensare subito a come entrare a gara in corso. Prima magari comunicavano la formazione 48 ore prima, e c’era il rischio che qualcuno già mollasse. Utilizziamo questo approccio dallo scorso febbraio".