Roma (RM)

Linda Lucidi: un’estate di arte, poesia e impegno sociale tra i borghi dell’Umbria

Artista e poetessa umbra che, nel corso dell’agosto 2025, ha dato vita, e voce, ad un calendario ricco di eventi tra performance, esposizioni, letture poetiche ed esperienze condivise nei borghi più suggestivi dell’Umbria

Linda Lucidi: un’estate di arte, poesia e impegno sociale tra i borghi dell’Umbria
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a cura di Ilaria Solazzo

Un’estate piena di colore, poesia e partecipazione: così si può sintetizzare il viaggio artistico e culturale di Linda Lucidi, artista e poetessa umbra che, nel corso dell’agosto 2025, ha dato vita — e voce — ad un calendario ricco di eventi tra performance, esposizioni, letture poetiche ed esperienze condivise nei borghi più suggestivi dell’Umbria.

9 agosto - Colle Scandolaro (Foligno): poesia tra ulivi e pittura

Presso il Frantoio Petesse di Colle Scandolaro, Foligno, Linda ha dato il via alla stagione con un reading poetico che ha coinvolto numerosi artisti e poeti del territorio. La cornice è stata arricchita da una mostra pittorica en plein air nel cortile del frantoio e da un suggestivo allestimento di un “albero in fiore” decorato con libri di sillogi poetiche.

Una serata che ha saputo coniugare arte e territorio, conclusa con una degustazione di prodotti tipici umbri, con particolare attenzione all’olio e ai formaggi locali.

Tra i protagonisti: Angelo e Paolo Angelucci, Marco Ambrosi, Marinella Amico Mencarelli, Gabriella Fusi, Silvia Lombardi, Iwan Manzoni, Marisa Trabalza, Maria Natale, Rajmonda Shahu, Olena Romanko, Maria Rubino e Maria Luisa Cruciani — quest’ultima applauditissima per le letture in dialetto di testi degli scomparsi fondatori dell’Accademia “Lu Tribbiu” di Foligno.Esposte le opere di P. Angelucci, G. Fusi, M. Rubino, S. Lombardi e della stessa Linda Lucidi.

10 agosto - Mucciafora: arte tra i pastori dell’Umbria

Il giorno successivo Linda ha partecipato all’estemporanea di pittura di Mucciafora, frazione montana di Poggiodomo, il comune più piccolo dell’Umbria. Tema dell’iniziativa: "I pastori".

L’opera presentata, “Paesaggio Bucolico”, ha ottenuto una segnalazione della giuria, testimoniando ancora una volta la sensibilità dell’artista per i temi della ruralità e dell’identità umbra.

11 agosto - Torgiano: il vino che dipinge

Ai celebri “Vinarelli” di Torgiano, evento simbolo della contaminazione tra arte e cultura enologica, Linda ha partecipato al workshop mattutino e realizzato una natura morta utilizzando una tecnica mista con acquerelli e vino rosso. Un’esperienza multisensoriale, che ha messo in luce la capacità dell’artista di fondere linguaggi visivi e suggestioni olfattive.

23 agosto - Cerreto di Spoleto: arte in piazza tra pioggia e premi

Nel cuore della Valnerina, Linda ha curato l’estemporanea “Pennellate di colore a Cerreto di Spoleto” nell’ambito del Festival del Ciarlatano, manifestazione sostenuta dal GAL Valle Umbra e Sibillini.

Nonostante le incertezze del meteo, l’evento si è svolto regolarmente, con la premiazione ufficiale alla presenza del sindaco Giandomenico Montesi. Un segno dell’efficacia organizzativa e della capacità di tenere unita una comunità attraverso l’arte.

30 agosto - Trevi: poesia che unisce

Alla splendida Villa Fabri di Trevi, il circolo letterario “Valore alla Poesia”, fondato da Linda e suo marito Gianluca (che ne era parte attiva come interprete delle letture altrui), ospiterá un nuovo reading poetico. Il gruppo, sempre più seguito da autori e appassionati, rappresenta un presidio di cultura che vive e si rinnova nei luoghi dell’Umbria.

31 agosto - Poggio delle Corti: arte e solidarietà in rosa

La chiusura dell’agosto vedrà Linda Lucidi impegnata in un evento speciale: “Donna & Colore”, una cena solidale nel suggestivo Borgo delle Porte Dipinte, a sostegno dell’associazione “Vivo a Colori”, guidata da Claudia Maggiurana.

Gli artisti partecipanti
riceveranno un piatto da decorare
che sarà messo all’asta durante la serata, con l’obiettivo di raccogliere fondi per il progetto “Arco arcobaleno ”, a favore di donne in cura oncologica per tumore al seno.

Un’iniziativa in cui arte, beneficenza e comunità si fondono in un gesto di grande significato.

13 settembre - Papigno: la voce della maternità

Infine, a settembre, Linda porterà per la quarta volta la sua silloge poetica “Mother – Poesie per la vita” a Papigno, ospite dell’associazione “Il Castello di Papigno”, presieduta dall’amica Melody Enehizena. L’incontro sarà arricchito da vari interventi e si concluderà con un brindisi poetico, nel segno della cura e della delicatezza, cifra distintiva dell’intero progetto letterario.

Come scrive Linda stessa in “Mother”, i suoi sono “stati interessanti”, da vivere con attenzione, accoglienza e sensibilità.

Un’estate che è molto più di un calendario

La stagione artistica e culturale di Linda Lucidi non è stata soltanto un susseguirsi di eventi, ma una trama di relazioni, esperienze condivise, memorie collettive. Un viaggio che attraversa borghi, associazioni, sensibilità poetiche e pittoriche, tenendo sempre vivo il dialogo tra territorio e ispirazione personale.

E in un tempo che ha sempre più bisogno di bellezza, l’impegno di Linda ci ricorda che la cultura è ancora un bene vivo, capace di toccare, unire e curare.

 

Linda Lucidi, artista e poetessa umbra, ha vissuto un’estate intensa, fatta di poesia, pittura, incontri culturali e impegno sociale. Un percorso che ha toccato luoghi simbolici dell’Umbria, trasformando piccoli borghi e spazi condivisi in occasioni d’arte viva e partecipata.

La incontriamo al termine di questo percorso per raccogliere riflessioni, emozioni e progetti futuri. La sua voce è calma ma profonda, carica di gratitudine, consapevolezza e desiderio di continuare a far dialogare arte e comunità.

Signora Lucidi, ha attraversato l’Umbria con poesia, arte e parole. Che significato ha per Lei questo viaggio estivo?

Per me non è stato un semplice calendario di eventi, ma un vero e proprio cammino dentro le relazioni, le emozioni, le radici. Ogni tappa è stata un incontro con l’anima dei luoghi, un’opportunità per far emergere qualcosa di autentico, che spesso resta inascoltato. L’estate mi ha permesso di tessere legami attraverso l’arte, e questo per me è un privilegio.

Tra i tanti momenti vissuti, c’è un evento che sente più vicino o che l’ha emozionata particolarmente?

Senza nulla togliere agli altri, l’incontro al Frantoio Petesse di Colle Scandolaro ha avuto un’energia particolare. Lì poesia, pittura e convivialità si sono fusi in maniera spontanea, quasi magica. L’albero in fiore decorato con le sillogi, le letture in dialetto, i sorrisi intorno ai prodotti del territorio... tutto ha contribuito a creare un’atmosfera che ricorderò a lungo.

La sua partecipazione ai “Vinarelli” di Torgiano ha unito arte e vino. Come si prepara un’artista a dipingere con un materiale così inusuale?

Con curiosità e apertura. Il vino è un elemento vivo, non completamente prevedibile. Macchia, profuma, si espande. Lavorare con esso significa accettare l’imprevedibilità, come nella vita. Dipingere una natura morta con vino rosso è stato un esperimento poetico: il colore che racconta il tempo e le stagioni.

Lei ha anche coordinato un’estemporanea durante il Festival del Ciarlatano a Cerreto di Spoleto. Che valore ha, secondo Lei, organizzare arte in luoghi minori o periferici?

Un valore immenso. L’arte non appartiene solo alle grandi città o ai circuiti istituzionali. Portarla nei piccoli borghi significa restituire bellezza a luoghi che spesso lottano contro l’isolamento. E significa anche ascoltare le storie delle persone, includerle, farle sentire parte di un progetto più ampio. La cultura può essere un ponte, anche nei luoghi più dimenticati.

La poesia è spesso vista come qualcosa di intimo. Come riesce a condividerla in contesti pubblici?

Con delicatezza. La poesia è intima, sì, ma è anche profondamente universale. Quando leggo o ascolto una poesia ad alta voce, non penso solo a me: penso a chi ascolta, a come quelle parole possono aprire una finestra sul loro sentire. Il gruppo “Valore alla poesia”, che ho fondato insieme a mio marito Gianluca, nasce proprio da questo: dal desiderio di rendere la poesia un’esperienza collettiva.

L’evento “Donna & Colore” unisce arte e solidarietà. Cosa l’ha spinta a partecipare?

La causa, innanzitutto. L’associazione “Vivo a Colori” fa un lavoro meraviglioso nel sostenere le donne colpite dal tumore al seno. Sapere che un mio piatto dipinto possa contribuire, anche solo in piccola parte, a un progetto come “Arco ta’axi baleno”, mi ha toccata profondamente. L’arte ha senso se riesce a mettersi al servizio della vita.

Sta per tornare con una nuova presentazione della sua silloge “Mother – Poesie per la vita”. Come nasce questo progetto?

Nasce da un’urgenza. Dalla necessità di raccontare gli “stati interessanti” della vita — quelli fisici, emotivi, esistenziali — con sincerità e cura. “Mother” è un diario poetico, ma anche una carezza. Ogni presentazione è diversa perché nasce dal dialogo con chi ascolta. A Papigno, con l’associazione “Il Castello di Papigno ”, so che sarà un momento speciale.

Spesso nei suoi eventi c’è un elemento conviviale, come una cena o una degustazione. Quanto conta per Lei il cibo nella costruzione di un evento culturale?

Conta moltissimo. Il cibo, come l’arte, ha il potere di unire. Sedersi a tavola insieme dopo aver condiviso parole o immagini crea una continuità. È un gesto semplice, ma profondo. E poi valorizza il territorio, i prodotti locali, le storie contadine. È una forma di cultura anch’essa.

Che cosa si porta dentro da questa estate e cosa sogna per la prossima stagione?

Porto gratitudine. Ogni persona incontrata, ogni parola detta o ascoltata, ogni pennellata, ha lasciato un segno. Sogno che tutto questo non si disperda, ma diventi seme. Vorrei continuare a portare poesia e arte dove c’è bisogno di luce. Anche un piccolo gesto, se fatto con cura, può accendere qualcosa.

Ci sono estati che passano leggere come un soffio, e altre che scavano, che restano. L’estate di Linda Lucidi è una di quelle che lasciano tracce: nei luoghi, nelle persone, nei silenzi che seguono una poesia letta con il cuore, o nei colori di un paesaggio fermato sulla tela.

Nel suo percorso artistico, Linda non si limita a “fare cultura”: lei abita la cultura, la fa camminare tra gli ulivi, le dà un volto umano e vulnerabile, la intreccia con la vita reale, con la memoria, con la cura. La sua arte è un gesto di ascolto. La sua poesia non è solo parola, ma relazione.

In un tempo spesso distratto e frammentato, dove tutto scorre troppo in fretta, la sua presenza ci ricorda che la bellezza richiede attenzione, e che ogni atto creativo, se mosso da verità e rispetto, può generare comunità, consapevolezza e speranza.

E forse proprio questo è il senso più profondo dell’arte che Linda porta con sé: trasformare il vissuto — anche il dolore, anche la perdita — in un dono da condividere. Con pudore, con forza, con delicatezza.

Perché, come scrive lei stessa in Mother – Poesie per la vita "gli stati interessanti della vita hanno bisogno di cura".
E l’arte, se è autentica, è prima di tutto questo: una forma di cura.